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Aumentano i tassi di riferimento della BCE

Era nell’aria da parecchio tempo e alla fine la BCE ha deciso di aumentare i tassi di interesse portandoli all’1,25%. Questa piccola variazione è significativa, se non altro, perchè stà come a simboleggiare un passaggio: da adesso in poi sarà molto probabile assistere ad un rialzo dei tassi lento ma continuo. Molto, ovviamente, dipenderà da come l’economia europea riuscirà a crescere nel prossimo biennio e, sopratutto, dall’eventuale risoluzione della questione della grecia che potrebbe divenire una gatta da pelare che rischia di contagiare anche gli altri paesi della zona euro.

Questa notizia, ovviamente, lascia poche speranze a chi aveva stipulato un mutuo a tasso variabile e stava gioendo dei tassi particolarmente vantagiosi che, tradotto, significa rate molto basse.

Ora gli aumenti previsti da questa variazione dei tassi dovrebbero essere di circa 12-18 euro al mese di media (calcolo eseguito da ilsole24ore facendo una media dei mutui stipulati dagli italiani), soldi che con ogni probabilità verranno sottratti al consumo.

Per non parlare poi delle aziende che, alla grande difficoltà di piazzare i propri prodotti e servizi sul mercato dovranno fare ora i conti con le maggiori spese dei mutui e dei prestiti ancora in essere e di quelli che verranno sottoscritti nei prossimi mesi/anni.

Tuttavia era impensabile rimanere su valori così bassi ancora a lunga visto e considerato che l’economia globale torna a correre pur riservando all’Italia l’ormai triste primato di essere il fanalino di coda dei paesi industrializzati.

Sempre di questi giorni, infatti, la notizia sulla stima del Pil italiano che dovrebbe attestarsi su valori prossimi all’1,1% ben al di sotto della media dei paesi del G7 : 3,3%!

Insomma il nostro paese sembra sempre avere una marcia indietro rispetto agli altri, frenato da un mercato del lavoro praticamente immobile che non lascia spazio a nuove opportunità per i giovani, sempre più spesso costretti ad andare all’estero per riuscire ad affermare la propria posizione lavorativa.

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