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Casa: meglio affitto o di proprietà?

Gli italiani amano la casa di proprietà e non a caso siamo uno dei paesi al mondo con il più alto tasso di proprietari di casa in rapporto al numero di abitanti. Eppure le ultime novità che arrivano da questo fronte offrono nuovi spunti per rivalutare i vantaggi e gli svantaggi una casa propria. Il nuovo governo Monti dovrebbe, tra le altre cose, introdurre nuovamente una tassa sulla casa visto che proprio l’Italia è uno dei pochi paesi europei a non averla.

 

Ovviamente è ancora presto per capire in che misura colpirà e, sopratutto, chi colpirà questa nuova tassazione sugli immobili di proprietà ma sono in molti ad ipotizzare una nuova tassa che includa anche il canone rai e l’attuale tassa sui rifiuti.

Stando a queste considerazioni è ancora vantagioso scegliere un immobile di proprietà o conviene optare per l’affitto? In termini strettamente economici la risposta sarebbe fin troppo semplice: pagare l’affitto per 20 o 30 anni per poi non ritrovarsi nulla è estremamente svantagioso. Se a questo aggiungiamo che gli affitti nelle principali città italiane sono tutt’altro che economici e che spesso con una piccola differenza si può pagare un mutuo la scelta sembra alquanto ovvia.

Tuttavia è bene fare alcune considerazioni. Per prima cosa oggi acquistare un immobile è diventato molto più difficile di quanto non fosse fino ad un paio di anni fa. I prezzi delle case sono rimasti sostanzialmente invariati (specialmente nelle grandi città) ma ottenere un mutuo è sempre più difficile.

Le banche, infatti, hanno chiuso i rubinetti e oggi prendere un mutuo per il 100% del valore dell’immobile che si vuole acquistare è quasi impossibile. Per quanto riguarda i prezzi, invece, c’è da sottolineare che esiste una fortissima variazione in funzione della locazione dell’immobile: nel centro storico di una grande città d’arte come Roma, Firenze o Venezia una casa può costare anche 20 mila euro al metro quadro.

Tuttavia la media nazionale rilevata dall’osservatorio dell’Agenzia Territorio è di circa 1600 euro al metro quadro con un lieve calo negli ultimi 3 anni dovuto alla crisi del 5%.

Per quanto riguarda l’affitto, invece, c’è da sottolineare che, specialmente per i giovani, è l’unico strumento per lasciare la casa dei genitori in quanto difficilmente si riesce ad accedere al credito. Stando ad un recente studio i canoni degli affitti sono cresciuti del 150% negli ultimi 10 anni, un aumento non proporzionale a quello del reddito.

Ma allora cosa conviene fare?

Partendo dal presupposto che acquistare un immobile comporta anche delle spese non legate al valore stesso dell’immobile (pensiamo alle tasse, alle spese notarili o al costo di accensione del mutuo o, ancora, alle spese dell’agenzia immobiliare) che si attestano, mediamente, intorno all’8-10% del valore della casa.

L’affitto, per contro, permette di entrare nell’abitazione senza dover fare grandi investimenti iniziali se non quello di pagare la caparra (generalmente equivalente a 3 mensilità di canone di affitto) che poi viene restituita a fine contratto e serve a tutelare il proprietario da eventuali danni all’abitazione.

A conti fatti, puntando ad un investimento sul lungo periodo, l’acquisto di una casa conviene rispetto all’affitto. Tuttavia nel caso di un piano sul breve periodo l’affitto consente una maggiore flessibilità e un costo nettamente minore rispetto all’acquisto e mette al riparo da eventuali svalutazioni dell’immobile dovuto all’attuale crisi in corso.

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