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Riforma del lavoro: il tesoro trova i soldi

Stando alle indiscrezioni che trapelano sugli organi di stampa in queste ultime ore sembra che si sia vicini ad un accordo per varare la tanto attesa riforma del lavoro. Sembra, infatti, che la Fornero e i sindacati siano molto vicini a siglare un accordo sui temi caldi, ossia quelli relativi a cassa integrazione, contratti di apprendistato e sussidi. Tuttavia ci sarebbe ancora da sciogliere il nodo relativo all’articolo 18 ma non è escluso che si riesca a giungere ad un compromesso già in settimana. Un’ottima notizia che fa ben sperare, sopratutto dopo che l’Istat ha pubblicato il dato definitivo relativo al pil 2011, dato che ci vede essere, ancora una volta, il fanalino di coda dell’economia europea.

L’obiettivo, ovviamente, è quello di combattere la forte disoccupazione che colpisce il paese favorendo l’occupazione dei giovani visto che, al di sotto dei 34 anni,  ben 1 su 3 non studia e non lavora. Ma tornando alla riforma, l’ottimismo di queste ultime ore è dovuto al fatto che il ministero del Tesoro avrebbe trovato le risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali che dovranno essere inclusi nella manovra.Parliamo di circa 2 miliardi di euro che verranno recuperati dalla riforma delle pensioni. Un cambio di rotta significativo, quello del governo, che si sarebbe finalmente convinto a rimettere in gioco i soldi risparmiati con le pensioni per puntare sulla crescita del paese.

Riforma del lavoro – le novità

A questo proposito è molto interessante cercare di capire quali saranno alcune delle novità che, probabilmente, verranno introdotte con la riforma. Per prima cosa c’è da sottolineare che ci saranno delle interessanti modifiche per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali a partire dal 2017:

– abolizione della mobilità;

– cassa integrazione straordinaria concessa solo in caso di ristrutturazioni aziendali;

Per quanto riguarda la cassa integrazione ordinaria, invece, sembra che il governo non preveda grosse novità. Per l’apprendistato, invece, le novità più interessanti dovrebbero essere le seguenti:

– sconti contributivi alle aziende che assumono i giovani alla fine del contratto di apprendistato;

– possibilità di inquadrare il lavoratore 2 livelli più in basso rispetto al grado che spetterebbe al ruolo ricoperto;

– obbligo di certificazione della formazione che il lavoratore potrà ricevere durante il contratto di apprendistato;

Per quanto riguarda le modifche all’articolo 18, ossia la parte più difficile dell’accordo, le novità che interesseranno maggiormente i lavoratori dovrebbero essere 2:

– introduzione di un indennizzo (senza il reintegro sul posto di lavoro) anche nel caso il lavoratore sia stato licenziato per motivi di carattere economico;

– nessun obbligo di riassumere il lavoratore (ma sussisterebbe l’obbligo all’indennizzo) nel caso di licenziamento per motivi disciplinari;

Riforma del lavoro – le dichiarazioni ufficiali

Ovviamente le trattative procedono in maniera estremamente convulsa con le parti sociali che “giocano” a non scoprirsi troppo. Così se la Camusso (CGIL) si dice ancora perplessa sull’esito delle trattive Angeletti (UIL) sottolinea che “per dare efficacia alla riforma che ci apprestiamo a realizzare bisogna coinvolgere i sistemi bilaterali“.

Significativo anche l’intervento della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che ha ribadito che “sugli ammortizzatori condividiamo il disegno finale su due pilastri: cassa integrazione ordinaria, cassa integrazione straordinaria e sussidio di disoccupazione.

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