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Brexit, le prospettive future spiegate dall’esperto Marc Craquelin

brexitA due mesi dal risultato del referendum sulla Brexit, la gran parte delle asset class sono riuscite a tornare sui livelli precedenti la consultazione referendaria, e alcune di queste sono riuscite persino a superare i valori precedenti. Marc Craquelin, direttore della Gestione di La Financièere de l’Echiquier, mette in risalto come il rimbalzo dei mercati azionari sia stato più rapido rispetto a quanto gli analisti avevano predetto.

“Ad eccezione della sterlina che continua ad essere in discesa, tutte le asset class sono rimbalzate dopo il crollo post-referendum. La gran parte di quelle ora ritrova o supera addirittura il livello pre-Brexit”, scrive l’esperto in una sua analisi. Lo stesso Craquelin sottolinea come il rimbalzo sia stato più rapido rispetto alle stime, ma che non per questo possa essere definito propriamente anomalo.

“E’ probabile – commenta – che parte della sottoperformance osservata da inizio anno tra azionario Europa e USA rifletta un posizionamento essenzialmente cauto degli investitori in vista del referendum”. Tutto ciò, insomma, per ribadire come la decisione di Londra di uscire dall’Unione Europea non sia stata poi così traumatica per il resto degli stati membri; cosa che non si può dire per lo stesso Regno Unito che ha pagato con il crollo della sterlina e che con ogni probabilità pagherà anche in altri termini di questa sua decisione.

Un altro fattore rassicurante per chi resta in Europa è il comportamento delle banche centrali: “Le banche – spiega l’analista – stanno lavorando per assicurare una sufficiente dose di liquidità interbancaria. Mark Carney, governatore della Banca inglese, ha annunciato una contrazione dei tassi di interesse durante l’estate. Le aspettative sul rialzo da parte della Federal Reserve americana sono poi state rimandate al 2017 o addirittura al 2018, e a livello globale la politica monetaria tenderà ad essere accomodante per più tempo rispetto al previsto. Sul fronte fiscale, infine, i governi hanno trovato spazi di manovra per far fronte alle crisi e per investire quando lo riterranno necessario”.

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