Natale: i regali si acquistano sul web

Il Natale 2011 è ormai alle porte e scoppia la mania di acquistare i propri regali sul web. Stando ad un recente studio del Politecnico di Milano sarebbero oltre 7 milioni gli italiani disposti ad acquistare online i propri regali di natale pur di risparmiare sull’acquisto. In effetti gli sconti reali proposti dai grandi ecommerce e dai siti di coupon possono arrivare, in alcuni casi, anche ben oltre il 50%, cosa che in piena crisi economica non passa certo inosservata.

Molto significativa anche la percentuale di italiani che acquisteranno i regali utilizzando il proprio Smartphone. Una piccola rivoluzione  spinta dalla crisi economica che costringende le famiglie italiane a tentare la strada del web per non rinunciare comunque ad un natale sereno.

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Borse, in Giappone nasce il terzo big mondiale

Anche se in Europa la notizia non ha avuto il risalto che meritava, considerate le priorità locali in merito alla gestione della crisi economico finanziaria che sta riguardando tutti i membri dell’Eurozona (e non solo), in Giappone negli ultimi giorni è avvenuto un evento davvero storico, in grado di mutare parzialmente gli equilibri borsistici mondiali.

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La moneta unica è a rischio estinzione?

Sono molti che in questi ultimi giorni si stanno domandando se l’euro è a rischio. Ormai è chiaro a tutti che ad essere sotto pressione non sono solo i paesi come Grecia, Spagna e Italia ma l’intera eurozona. I più cospirazionisti vedono dietro a questo attacco speculativo il progetto di distruggere l’Euro e di far tornare tutti i paesi alle proprie monete nazionali. Ma al di la di queste visioni c’è un dato di fatto che va analizzato: l’euro è in grandissima difficoltà e lo sarà sempre di più nei prossimi mesi.

Non è un segreto, infatti, che i presidenti dei paesi più forti dell’eurozona (vedi Germania e Francia) hanno analizzatalo possibilità di far uscire la Grecia dalla moneta unica per gestire meglio la crisi. Ovviamente si tratterebbe di una misura estrema che difficilmente verrà posta in essere perchè potrebbe dare il via ad un graduale allontanamento che si estenderebbe anche agli altri paesi in difficoltà.

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Mediaset sotto i 2 euro ad azione

Mediaset mai così male. Dall’inizio dell’anno il titolo ha perso il 56% del suo valore raggiungendo ieri il record negativo di 1,99 euro ad azione. Dopo aver perso un ulteriore 3,8% il titolo mediaset scende sotto la soglia psicologica di 2 euro ad azione per una capitalizzazione complessiva di soli 2,35 miliardi. In più, all’orizzonte, ci sono tutte le incertezze per il suo futuro in Spagna, dove la raccolta pubblicitaria è a rischio, e in Italia dove gli ascolti continuano ad essere sotto le attese.

Insomma per Mediaset si prospettano mesi difficili sotto diversi punti di vista. Per quanto riguarda le televisioni italiane del gruppo c’è da sottolineare che gli ascolti di alcuni programmi storici (come ad esempio il tg5) sono in calo attestandosi sotto le aspettative.

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Gasolio a 1,575 euro: consumatori in rivolta

Il prezzo del gasolio ha toccato un nuovo record storico (a quota 1,575 euro al litro) e le associazioni dei consumatori muovono sul piede di guerra. Federconsumatori e Adusbef guidano la carica delle organizzazioni di tutela dei diritti dei cittadini contro questi rincari definiti – dalle stesse – “ingiustificati”, invocando l’intervento del nuovo governo affinchè si possa porre fine a una crescita davvero dannosa per le tasche degli italiani.

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Il 42% degli italiani teme di perdere il lavoro

Secondo quanto afferma la recentissima ricerca dell’Osservatorio Confesercenti – Ispo, il 42% degli italiani teme di perdere il proprio lavoro. Una percentuale di per sé piuttosto elevata, che tuttavia esprime tutta la drammaticità del dato solamente se confrontata a quanto veniva riscontrato ad inizio dell’estate, quando, ad essere preoccupati per la propria occupazione, era “appena” il 27% degli italiani.

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