Chi non si ricorda il caso dei 2,5 miliardi di euro che il Tesoro ha rimborsato alla Morgan Stanley poche settimane fa? A quanto pare ci sarebbe il rischio che il Ministero debba spendere altri 9 miliardi per chiudere le posizioni sui derivati con altre 5 banche visto che questi strumenti sono costati alle casse pubbliche ben 6 miliardi solo tra il 2006 e il 2011. Questo è quanto trapela dalle pagine di risk.com, giornale specialistico, che sembra aver scoperto che l’esposizione del nostro paese verso 5 banche, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Dexia, BNP Paribas e Deutsche Bank, ammonti a circa 9 miliardi di euro e che il tesoro ritenga opportuno chiudere anticipatamente le posizioni per evitare ulteriori perdite che, nel contesto attuale, il paese proprio non potrebbe permettersi.

Secondo il quotidiano online linkiesta.it, il portafoglio dei derivati dell’Italia ammonterebbe a circa 160 miliardi di euro, ossia all’equivalente del 10% dei titoli di Stato emessi e attualmente in circolazione. Di questi 160 miliardi di euro 100 sarebbero interest rate swap, 36 miliardi cross currency swap, 20 swaption e 3,5 miliardi degli swap ex ISPA.



