Lo strano caso di Banca Network

La decisione è arrivata, all’improvviso, dai 2 commissari straordinari di Bankitalia che dal novembre scorso gestiscono l’istituto. Giuseppe Bonsignore e Raffaele Lener hanno deciso di sospendere tutti i conti di Banca Network, un istituto di credito prossimo al fallimento (a meno di salvataggi dell’ultima ora) lasciando centinaia di correntisti senza poter utilizzare i propri soldi. Significa carte di credito bloccate, bancomat bloccati… insomma nessuna possibilità di effettuare alcun tipo di pagamento o di prelievo di contanti. Se quello è l’unico conto corrente in famiglia significa rimanere senza soldi. Proprio per questo si è scatenata la rabbia dei clienti della banca che si sono rivolti all’Adusbef,l’associazione dei consumatori presieduta da Elio Lannutti, che sta lavorando per avviare un’eventuale class action contro i soci della banca.

Il blocco dei conti corrente durerà 1 mese (salvo eventuali rinnovi) in attesa che si sblocchi la trattativa con Consultinvest, una società di intermediazione mobiliare che potrebbe acquisire Banca Network. Tuttavia il percorso è ancora lungo e molto complicato ma la speranza è che il tutto venga risolto nel più breve tempo possibile così da arrecare meno danni ai correntisti.

Sul sito web dell’isituto di credito campeggia ancora la scritta “Una banca efficiente sempre al tuo fianco“, frase che suona più come uno sberleffo ai danni degli sfortunati clienti che hanno riposto fiducia in questo istituto di credito di proprietà, tra gli altri, di Sopaf, De Agostini, Banco Popolare e dal colosso assicurativo inglese Aviva.

Ma cerchiamo di ripercorrere la storia di questa banca attiva solo dal 2004 e già in fortissima difficoltà.

Amministrazione straordinaria

Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 14 novembre 2011, emanato su proposta della Banca d’Italia, la Banca Network Investimenti S.p.A., con sede legale in Milano, è stata sottoposta alla procedura di amministrazione straordinaria disciplinata dal Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. Con provvedimento della Banca d’Italia del 24 novembre 2011 sono stati nominati, quali Commissari straordinari, il dott. Giuseppe Bonsignore e il prof. avv. Raffaele Lener e, quali componenti del Comitato di sorveglianza, la prof. avv. Albina Candian, il prof. avv. Marcello Clarich e il dott. Giuseppe Vidau.

In sostanza il 14 Novembre scorso la Banca d’Italia decide di inviare 2 commissari straordinari alla guida dell’istituto di credito ormai in gravi difficoltà finanziarie. Le trattative per un’eventuale acquisizione della banca da parte di altri gruppi non porta a nulla fino alla decisione di queste ultime settimane.

Il blocco dei conti

In data 31 maggio 2012 i Commissari straordinari di Banca Network Investimenti S.p.A., in amministrazione straordinaria (MI), con il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza e previa autorizzazione della Banca d’Italia, hanno deliberato la sospensione del pagamento delle passività di qualsiasi genere, ai sensi dell’art. 74 del d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385 (TUB), per il periodo di un mese. La sospensione non comprende gli strumenti finanziari della clientela.

La misura si è resa necessaria per fronteggiare la situazione di difficoltà della banca.

Gli Organi straordinari di Banca Network Investimenti S.p.A., intermediario aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, stanno definendo un piano di soluzione della crisi che, al fine di salvaguardare i diritti della clientela, contempla l’intervento della Consultinvest SIM e del gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna.

In sostanza i commissari straordinari dell’istituto di credito hanno deciso di bloccare tutti i conti in via preventiva per evitare che i clienti, spaventati dalla possibilità di perdere i propri risparmi, assediassero gli sportelli della banca per ritirare i propri risparmi.

Intanto si sta valutando proprio in queste ore una possibile cessione alla Consultinvest o alla Cassa di Risparmio di Ravenna (ma potrebbe essere ipotizzabile anche una soluzione congiunta con il settore investimenti che passerebbbe alla Consultinvest e i conti correnti che andrebbero a confluire nella Cassa di Risparmio di Ravenna).

Ma cosa succederebbe nel caso di un fallimento definitivo della banca? In questo caso interverrebbe il Fondo interbancario di Tutela dei depositi che garantirebbe tutti i versamenti fino a 103 mila euro. Questo significa che a rischio sono solo i conti con una disponibilità maggiore di 103 mila euro e solo per la parte eccedente quella soglia.

Ovviamente la speranza è che non si debba arrivare a tanto e che la situazione si risolva al meglio solo con tanti disagi per i correntisti. Intanto i clienti della banca che vogliono prendere l’iniziativa per tutelare i propri diritti possono informarsi presso l’Adusbef.

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