Senza posto fisso più di 2,7 milioni di persone

Secondo quanto affermato dai dati Istat, nel terzo trimestre 2011 in Italia vi sarebbero circa 2,364 milioni di dipendenti a tempo determinato, ai quali aggiungere 385 mila collaboratori. In totale, 2,749 milioni di persone prive di un posto di lavoro fisso. Stando a quanto affermato dal report analitico dell’Istituto statistico, pertanto, continuerebbe a crescere il numero dei dipendentiatipici”, quelli con un contratto di lavoro non a tempo indeterminato: una platea in incremento di 7,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+ 166 mila unità), che coinvolge principalmente i giovani sotto i 35 anni.

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Come e quando investire in Facebook e Apple

Come abbiamo già avuto modo di raccontare Facebook ha presentato tutti i documenti per procedere all’ipo (offerta pubblica iniziale – Initial Public Offering). Seppur mancano ancora alcuni mesi sono tantissimi i soggetti pronti a investire nel più importante social network del mondo convinti che si possa rivelare un ottimo investimento. Ma è realmente così? Siamo sicuri che investire nelle azioni di Facebook possa davvero garantire un interessante ritorno economico? A parlare di facebook e delle opportunità che può riservare ai piccoli risparmiatori ci ha pensato Ian Warmerdam, manager dei fondi Henderson Global Technology e Henderson Horizon Global Technology, che ha voluto mettere in relazione il social network con un’altra azienda fondamentale dell’hi-tech, ossia Apple.

Secondo Warmerdam facebook rappresenta sicuramente un investimento molto interessante ma non bisogna lasciarsi prendere dall’entusiasmo. Secondo il manager la scelta più saggia sarebbe quella di attendere che passi l’euforia sul titolo aspettando il momento giusto per “entrare” così da non correre il rischio di pagare più del dovuto le azioni.

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Record di utili (e di polemiche) per Shell

Shell, uno dei leader internazionali nel comparto petrolifero, afferma di aver chiuso l’esercizio 2011 con utili superiori a 28 miliardi di dollari. Un livello di redditività davvero straordinario, che fa il passo con le critiche (altrettanto straordinarie) che sta suscitando la decisione di rivedere i propri piani per il pensionamento dei dipendenti. La società britannica ha infatti conseguito un aumento dei profitti netti di 54 punti percentuali nel corso del 2011, per un volume – sottolinea il quotidiano Repubblica.it – pari a 2 milioni di dollari l’ora.

Nelle tasche degli azionisti finiscono così 10 miliardi e mezzo di dollari e – soprattutto – l’auspicio di una ritoccata in rialzo del dividendo da pagare ogni annuo.

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Riforma “Cancella burocrazia”: cosa prevede

Il governo ha dovuto rivedere il decreto sulle liberalizzazioni modificando alcune norme “semplificative”. Su tutti, è stato stralciato l’articolo che avrebbe consentito di aprire nuove sale cinematografiche al di sotto dei 3 mila posti, mentre è stato introdotto il potenziamento dell’autonomia finanziaria scolastica (demandata a un apposito progetto sperimentale) e alcune procedure semplificate per gli investimenti dei concessionari degli scali aeroportuali maggiori. Dal punto di vista del cittadino, le novità sono parecchie. Si pensi alla possibilità di poter snellire e velocizzare alcune pratiche con la pubblica amministrazione (quando, ad esempio, bisogna cambiare la residenza) o la possibilità di ottenere certificati sul web.

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Gazprom taglia, l’Europa alla canna del gas

Gazprom, il big russo del gas naturale, ha affermato di non essere più in grado di tornare sugli ordinari livelli di fornitura di gas verso il Vecchio Continente. A causa dell’ondata di freddo europea, che ha innalzato i consumi della preziosa risorsa, la compagnia russa ha così tagliato le distribuzioni di gas a Italia Germania, Polonia, Slovacchia, Austria, Ungheria, Bulgaria, Romania e Grecia. Secondo quanto dichiarato da Snam Rete Gas, le importazioni di gas viaggiano oggi su un livello che è inferiore di quasi il 30% rispetto alle soglie standard. E per il futuro, non si preannunciano repentini cambi di rotta.

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Crisi: Portogallo come la Grecia?

Il Portogallo farà la fine della Grecia? Secondo una quota crescente di analisti, la domanda potrà avere una risposta positiva, con Lisbona principale candidata alla ristrutturazione dei propri debiti, seguendo su tale strada la capofila Atene.  Noi, a dire il vero, ve ne avevamo parlato piuttosto approfonditamente già qualche settimana fa annunciando la crisi del Portogallo prima che anche i grandi media cominciassero ad occoparsene. Che i mercati finanziari abbiano preso di mira il Portogallo è d’altronde ben noto. Basti considerare le difficoltà, da parte del governo di Lisbona, di poter collocare i propri titoli di Stato (e a che prezzi!), e di poter ribadire la propria stabilità dei conti pubblici nelle sedi che contano.

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