Moody’s: paesi euro a rischio default

Torna a far parlare di se Moody’s che ha reso noto uno studio sui paesi a rischio default. Secondo l’agenzia di rating il rischio di un default multiplo dell’eurozona è molto più che una probabilità. Stando a quanto traspare dalla nota si capisce che, secondo gli economisti di Moody’s, più a lungo durerà questa crisi maggiori saranno le ripercussioni sui paesi dell’eurozona che rischieranno di fallire uno dopo l’altro per mancanza di liquidità. Insomma ancora una volta verrebbe da dire: occorre fare bene ma, anche, fare subito per evitare che la situazione degeneri dando vita a scenari dalle conseguenze davvero imprevedibili.

Sempre secondo gli esperti dell’agenzia di rating aumentano le probabilità che alcuni paesi (Grecia in primis) lascino l’euro provocando non poche ripercussioni nel breve periodo. Tuttavia si apre anche una prospettiva molto intyeressante: se l’Europa saprà varare le misure necessarie per dare vita ad una fase di rigore della spesa e di rilancio dell’economia dopo una prima parte di sofferenza nel breve periodo si potrebbe dar vita ad una fase di forte rilancio dovuta ad una maggiore integrazione degli stati.

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Seat Pagine Gialle vicino al fallimento

Brutte notizie per la Seat Pagine Gialle che il 30 Novembre dovrà provvedere al pagamento di una cedola da 52 milioni ai propri azionisti. Il problema è che la società di Alberto Cappellini ha qualcosa come 2,7 miliardi di euro di debiti e senza un accordo scritto tra le parti sociali con cui si deciderà come ristrutturare il debito il cda non delibererà sul pagamento della suddetta cedola. E visti i tempi strettissimi la soluzione sembra poter essere una sola: il fallimento tecnico.

Il problema più grande è quello di riuscire a mettere tutti d’accordo in così poco tempo specialmente per quanto riguarda gli investitori privati. Tuttavia le banche stanno facendo pressione perchè l’accordo si raggiunga ed evitare di dover mettere all’asta un’azienda piena di debiti sul cui futuro pesa lo sviluppo del web e delle nuove tecnologie.

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FMI offre 600 miliardi all’Italia

Anche se non è stata ancora confermata dai diretti interessati sembra sia assolutamente probabile che l’FMI abbia offerto un prestito di 600 miliardi di euro all’Italia a condizioni nettamente più vantagiose di quelle di mercato. Il nostro paese, infatti, attualmente sta piazzando i titoli di stato con rendimenti intorno al 7-8% mentre l’FMI ci avrebbe proposto un finanziamento con un tasso del 4-5% massimo così da permettere a Monti di avere la liquidità necessaria per rifinanziare il debito per circa un anno e mezzo a condizioni decisamente più convenienti.

L’obiettivo dell’FMI è quello di garantire stabilità al nostro paese dando la possibilità al nuovo governo guidato da Monti di avere la serenità di effettuare tutte le misure necessarie per risanare il bilancio e far ripartire l’economia.

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Ora il lavoro si cerca sui social

Oggi la tecnologia può dare una grande mano a chi è in cerca di un impiego. Se fino a qualche anno fa era necessario inviare il proprio curriculum via posta a decine di aziende sperando di essere contattati, oggi si può tranquillamente trovare lavoro su twitter o su Linkedin, 2 importanti social network estremamente differenti tra loro ma che offrono un potenziale di successo molto alto. Insomma un nuovo approccio al mondo del lavoro che in pochi ancora sanno sfruttare bene.

Twitter, per chi non lo conoscesse, è una piattaforma di microblogging che permette di postare brevi messaggi (detti appunti twit). Si tratta di uno strumento molto utile per restare aggiornati sulle notizie di proprio interesse o per comunicare velocemente con i propri amici e conoscenti. Un numero sempre maggiore di aziende sta sfruttando le potenzialità di questo tipo di comunicazione per parlare “direttamente” ai propri clienti.

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Vendite al dettaglio, calo dell’1,6% annuo

L’Istituto Nazionale di Statistica dichiara che nel corso del trimestre luglio – settembre 2011l’indice delle vendite al dettaglio è diminuito di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Nel solo mese di settembre, il calo delle vendite è stato di 0,4 punti percentuali rispetto al mese scorso, e di 1,6 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

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Rating, downgrade anche per l’Ungheria

Poco fa vi abbiamo evidenziato del declassamento dei titoli di debito sovrano portoghesi di Fitch a “junk”, spazzatura. Un destino che nelle ultime ore è spettato anche all’Ungheria, visto e considerato che un’altra delle tre principali società di rating del mondo, Moody’s, ha scelto di tagliare ulteriormente il proprio giudizio sui debiti pubblici ungheresi, portando il livello a “Ba1”.

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