Tasse, quelle italiane sono tra le più alte d’Europa

Stando a quanto affermato dalla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, pubblicato il 22 settembre, la pressione fiscale è cresciuta, e continuerà a salire in maniera significativa. Secondo le stime ufficiali compiute dal governo, infatti, la pressione fiscale ha subito un aumento di un punto percentuale nel 2010, confermandosi – con il 42,6% – tra le più elevate del vecchio Continente. Insomma brutte notizie per i contribuenti italiani che continuano a vedersi in cima alle principali classifiche europee sui paesi in cui la pressione fiscale è più alta.

Non solo: sempre secondo quanto afferma la nota di aggiornamento, la pressione fiscale continuerà a farsi sentire in maniera particolarmente rilevante all’interno dei confini nazionali, arrivando a pesare per il 43,7% delle entrate alla fine del 2014.

Se i dati di cui sopra possono sembravi piuttosto ingenti, sappiate che non tutti sono d’accordo con essi e c’è addirittura chi arriva a stimare delle pressioni più elevate di quelle ribadite dal governo.

Confesercenti, ad esempio, prevede che nel 2013 la pressione fiscale toccherà il massimo storico del 44,8%, con un incremento di 2,2 punti percentuali, superando ampiamente il record toccato dal governo Prodi nel 1997 quando, all’epoca dell’introduzione dell’eurotassa, la pressione fiscale toccò il 43,3%.

La divergenza tra i dati del governo e quelli di Confesercenti è spiegabile principalmente con l’assenza dell’applicazione della clausola di salvaguardia dai dati della nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, che sono invece stati conteggiati da Confesercenti, che ha stimato in proposito un totale di 20 miliardi di euro di introiti con il taglio di alcune agevolazioni fiscali.

Alla luce di quanto sopra, l’Italia rischia di diventare ancora una volta il fanalino di coda in Europa per quanto concerne la pressione fiscale. In uno scenario in cui molte altre nazioni hanno ridotto l’incidenza delle imposte sulla produzione (in Svezia, in Spagna, in Germania o in Francia), la penisola si muove in senso opposto, andando ad aggravare in misura ancora più ingente le famiglie e le imprese.

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