Prezzi delle case in Cina ancora in calo

In un contesto economico come quello attuale trovare delle buone notizie è merce rara. Fino a qualche tempo fa, però, era sufficiente andare a cercare i dati cinesi per trovare qualcosa di buono. Ma ecco che anche quello che è stato ribattezzato il motore del mondo, ossia la Cina, comincia a dare i primi segni di un brusco rallentamento. E’ di poche ore fa, infatti la diffusione del dato relativo ai prezzi delle case che hanno fatto registrare -1,20% su base mensile che va ad aggiungersi al -0,70% del mese precedente. Un calo importante che da quasi 12 mesi a questa parte ha fatto scendere i prezzi delle case in maniera significativa. Questo dato, snobbato da molti media, è estremamente importante in quanto il settore immobiliare rappresenta il 10% del pil del paese.

Insomma dopo i dati che testimoniano un rallentamento della crescita ora bisogna valutare anche l’impatto che avrà il settore immobiliare sulla stabilità della politica economica del paese del sol levante.  Negli ultimi dodici mesi i prezzi medi delle nuove abitazioni sono calati in 46 città su 70, ossia anche nei centri più importanti dove, generalmente, i prezzi sono  più stabili.

Goldman Sachs ha invitato Citigroup Inc. e UBS AG a ridurre la stima per la crescita della Cina nel secondo trimestre dopo i dati della scorsa settimana che sono stati al di sotto delle attese degli analisti.

Certo l’economia cinese continua ad essere estremamente robusta e i numeri che stiamo valutando sono irrilevanti rispetto a quelli provenienti dall’Europa dove le cose sono ben diverse. Tuttavia bisogna guardare alla Cina con attenzione sia per l’immensa mole della nazione sia per il peso economico crescente che il paese sta ricoprendo a livello globale.

L’espansione della nazione quest’anno potrebbe essere la più bassa degli ultimi 13 anni. Secondo Michael Buchanan e Song Yu, analisti di Goldman, “Non c’è dubbio che il livello di crescita dell’attività nel mese di aprile è notevolmente inferiore alle prospettive del governo, è chiaro che c’è un consenso all’interno del governo che la politica economica dovrebbe essere allentata ulteriormente.”

D’altronde era inevitabile che un paese che basava la sua forza sulle esportazioni in particolare in America ed Europa non potesse non risentire della crisi. E non a caso è già da tempo che il governo del paese sta incrementando le politiche di sostegno per la domanda interna. Della serie: se in Europa e Stati Uniti si consuma meno cerchiamo di spingere il mercato interno.

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