Crisi finanziaria: la peggiore dagli anni 30!

Nonostante il piano di salvatggio approvato la scorsa settimana dal governo americano la crisi continua a spaventare. A detta di molti economisti è la peggiore dagli anni 30 e ancora ben lontana dall’essere superata. Secondo i più pessimisti, infatti, ci vorranno anni prima di riuscire a mettersi definitivamente alle spalle una crisi di portata mondiale come quella che stiamo attraversando. Il motivo è che in un contesto come quello attuale l’economia è sempre più globale e intrecciata tra i vari paesi del mondo. Questo porta, ovviamente, ad un indiscutibile velocizzazione del diffondersi di eventuali contagi colpendo per primi tutti quei paesi legati agli Stati Uniti, luogo dove tutto è esploso.

A cominciare, quindi, proprio dai paesi europei che, chi più chi meno, sono legati a doppio filo all’economia degli States. Intanto sembrerebbero non correre gravi pericoli le banche italiane e tutti si danno un gran da fare per tranquillizzare i risparmiatori. Il pericolo più grande è quello che si possa scatenare il panico dando vita ad una vera e propria corsa presso gli sportelli bancari per ritirare i propri risparmi.

Gli effetti sarebbero devastanti e non farebbero altro che rendere ancor più drammatica l’evolversi di questa crisi economica di portata globale.

Io voglio ricordare che tutte le banche nel nostro paese aderiscono al fondo interbancario di tutela che garantisce il risparmiatore fino a 103.000. Ovviamente questo di per se è una garanzia di poco conto in quanto può valere qualora a fallire fosse solo un istituto. Nel caso più pessimista che a fallire fosse l’intero sistema bancario non ci sarebbe fondo alcuno che potrebbe garantire i risparmiatori.

Tuttavia è bene non lasciarsi prendere dal panico e avere la consapevolezza che al momento un collasso dell’intero sistema bancario europeo è assolutamente impensabile. A dispetto delle banche americane, infatti, le banche europee sono molto meno esposte sul mercato e più legate alla propria attività di raccolta del credito sul territorio.

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