Germania immune alla crisi? C’è chi dice no…

Anche la Germania non è immune dalla crisi economica. Noi di economyonline.it lo andiamo ripetendo da tempo invitandovi a diffidare di chi sostiene che la Germania si talmente forte da essere in grado di non risentire di un eventuale peggioramento della crisi. La zona euro è bloccata in una forte contrazione economica che sta colpendo anche i tedeschi e, stavolta, a rivelarlo è un’autorevole inchiesta pubblicata sul Financial Times. Secondo l’indice dei responsabili degli acquisti di servizi (l’indice che misura il livello di attività dei responsabili degli acquisti nel settore manifatturiero) per i 17 paesi membri ha fatto registrare un ulteriore rallentamento. Ma l’economia della Germania, che finora ha salvato la zona euro dalla recessione, ha subito un deterioramento significativo, soprattutto nel suo settore manifatturiero.

Secondo Chris Williamson, capo economista di Markit (autore dell’indagine), “la recessione si sta diffondendoe in tutta la regione” andando a colpire anche quei paesi che fino ad ora erano rimasti immuni. Gli ultimi risultati indicano che le società private si aspettano “condizioni peggiori nei prossimi mesi, per via della profonda incertezza causata dalla crisi economica e politica della regione“.

Ora dopo il mancato annuncio di un Qe3 da parte della Fed le aspettative ricadono tutte sulla Bce che, nel prossimo vertice del 5 Luglio potrebbe annunciare un taglio dei tassi di interesse.

Benoît Couré, membro del consiglio esecutivo della BCE, intervistato dal Financial Times sostiene che un taglio era stato “discusso nel corso dell’ultima riunione del Consiglio direttivo e mi aspetto che nel prossimo Consiglio se ne possa discutere di nuovo“. Tuttavia lo stesso Benoit Coure ammette che questa misura non basterebbe a risolvere i problemi alla base della crisi dell’eurozona ma servirebbe solo a guadagnare tempo.

Tempo che gli europolitici (chiamiamoli così) dovrebbero spendere cercando di trovare un accordo su un’eventuale unione bancaria e politica o su qualsiasi altra misura in grado di far uscire il vecchio continente dalla recessione.

Un altro avvertimento arriva dal dato sul prodotto interno lordo dell’Eurozona rimasto invariato nei primi tre mesi dell’anno, ma se l’indice dei responsabili degli acquisti si confermerà come up-to-date degli indicatori del trend di crescita potrebbe esserci una contrazione dello 0,6 per cento nel secondo trimestre.

Insomma volente o nolente anche la Germania dovrà decidere quale direzione prendere e fare la sua parte per cercare di risolvere tutti i problemi ed uscire definitivamente da questa pericolosissima crisi economica.

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