Renzi annuncia l’agenda 2016 del Governo: i punti chiave

Come da consuetudine, lo scorso Sabato il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha pubblicato la sua E-news. In quest’occasione sono stati messi a nudo i punti chiave dell’agenda 2016 del Governo con tanto di obiettivi, di priorità e di scadenze. E proprio come ci si aspettava se non altro perchè annunciato da più parti, il punto cardine del programma di Governo per l’anno appena inaugurato sarà la riforma costituzionale: secondo l’esecutivo, la prosecuzione dell’attuale esperienza governativa proseguirà proprio in relazione all’approvazione o meno della riforma della Costituzione.

Riforma Costituzionale: il nodo chiave dell’agenda di Governo

Ad ore è prevista l’approvazione della riforma costituzionale da parte della Camera dei Deputati, mentre solo in un secondo momento avverrà la doppia lettura del testo senza modifiche da parte dei due rami del Parlamento che semmai dovesse avvenire concluderebbe definitivamente l’iter di approvazione della riforma. Secondo quanto stabilito da Matteo Renzi, questa seconda fase del processo dovrebbe partire entro il prossimo 19-20 Gennaio dal Senato e concludersi dopo tre mesi circa alla Camera dei Deputati (i 90 giorni di distanza sono previsti come obbligatori da parte della Costituzione).

Ma cosa accadrà una volta che tutti e due i rami del Parlamento approveranno la riforma costituzionale senza modifiche? Molto semplicemente la legge sarà definitivamente chiusa e dovrà passare al vaglio di un ultimo step, ossia quello dell’approvazione da parte dei cittadini (poiché come da norme, una legge costituzionale di questo tipo, prima di essere approvata, necessita dell’approvazione popolare mediante referendum).

Il referendum potrebbe aver luogo già entro la prossima estate, ma è più plausibile pensare a un periodo compreso tra Ottobre e Novembre in maniera tale che la cosa possa essere organizzata in maniera un po’ più precisa e che anche la campagna referendaria possa concedersi un po’ più di tempo.

Sistema bancario: un altro punto (dolente) da affrontare

Un altro punto caldo da affrontare è la riforma del sistema bancario. Gli step prevedono che il 19 Gennaio sia discussa la mozione di sfiducia contro Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme che di recente è stato incolpato di avere un conflitto di interessi con la riforma delle banche che il Governo propende per far approvare.

A tal proposito Matteo Renzi promette di presentarsi personalmente a Montecitorio “per illustrare dettagliatamente che cosa abbiamo fatto finora e cosa ancora vogliamo fare. Una mozione di sfiducia è un atto che impegna molto: per rispetto ai deputati e ai cittadini parleremo con molta chiarezza”. Ciò vuol dire che il premier intende assumersi tutte le responsabilità di un caso tanto spinoso come quello che sta coinvolgendo il ministro Boschi, soprattutto in queste ore in cui le indagini di Bankitalia stanno effettivamente rilevando le gravi responsabilità del padre del ministro nella gestione della Banca Etruria (una delle quattro coinvolte nello scandalo).

Nuovi investimenti: capitali stranieri approderanno in Italia?

Tra i grandi obiettivi che il Governo e che in particolar modo Matteo Renzi si è dato, c’è quello di far confluire in Italia i cosiddetti “capitali stranieri”. A questo proposito il premier torna a puntare diritto sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 (Renzi arriverà in Svizzera il prossimo 21 Gennaio per la candidatura ufficiale).

Ma ciò che incuriosisce l’opinione pubblica, se non altro perchè non viene chiarito in maniera limpida e precisa, è quanto si legge al punto 10 dell’E-news: “Nel corso della settimana presenteremo due grandi progetti di grande rilievo che alcuni player economici globali hanno intenzione di concretizzare nel nostro Paese. La rinnovata solidità dell’Italia sta attirando parecchi investitori: il meglio deve ancora venire”.

Elezioni amministrative 2016 e scontro con l’UE

Il presidente del Consiglio affronta poi altre due questioni: da una parte le elezioni amministrative 2016 e dall’altra il complicato rapporto con l’Unione Europea. Per quanto riguarda le elezioni amministrative del prossimo Giugno, Renzi ammette di esser pronto ad aprire un dibattito interno al Partito Democratico per affrontare una volta per tutte il discorso primarie e candidature, facendo però sì che non si perda mai la cognizione di quanto sta accadendo a livello nazionale. La sfida più insidiosa che il PD si ritroverà a dover affrontare è quella legata a Roma, città che dopo lo “scandalo Marino” sta vedendo una incredibile crescita di consensi da parte del Movimento 5 Stelle.

Per quanto concerne invece l’Europa il discorso non si fa di certo meno complicato: il 2016 si preannuncia come un anno di battaglie tra Italia e UE, e lo sarà per via delle clausole di salvaguardia che secondo quanto stabilito dai vincoli di bilancio comunitari potrebbero portare a un aumento di IVA e accise già dal prossimo 2017. Il premier chiarisce a tal proposito che l’Italia non andrà in Europa a battere i pugni sul tavolo: “Al massimo alzeremo la mano e faremo qualche domanda chiedendo, in buona fede, se le regole valgono per tutti. E lo facciamo sapendo che all’Italia si deve rispetto”.

Ricordiamo su questo fronte che le clausole di salvaguardia potrebbero portare un aumento delle aliquote IVA anche piuttosto sensibile: quella al 10% salirebbe al 13%, mentre quella al 22% lieviterebbe al 24%; nel 2018 l’aumento continuerebbe vertiginoso trasformando un’aliquota del 24% già piuttosto alta in un (tremendo?) 25%.

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