Quanto è rischiosa la manovra di Bilancio italiana?

giovanni tria

Foto da formiche.net

La compilation è stata pubblicata, all’Europa non resta che ascoltarla. Parliamo della legge di Bilancio presentata dal Governo italiano nella serata di lunedì, considerata da molti un pericoloso cocktail di elementi esplosivi.

Aver trascurato aziende e lavoratori più giovani, i quali riceveranno pochi benefici dalla manovra, è un errore che potrebbe costare molto caro. Invece, si è mirato a diminuire l’età pensionabile e ad offrire un sostegno al reddito per le persone più povere, il quale è attualmente ancora indefinito e difficilmente progettabile e implementabile. Attingere su soldi che non si posseggono appare una scelta molto azzardata da parte del Governo gialloverde. Il rischio è di ottenere una crescita abbastanza trascurabile insieme ad un deficit di bilancio più elevato: due cose che potrebbero rivelarsi peggiori delle previsioni.

Frantumare il concetto di austerità per riparare la finanze pubbliche, aumentando la crescita economica: questo è l’intento principale che ha condotto il Governo ad aumentare il deficit di Bilancio del 2,4% del PIL per il prossimo anno, affermando di poter innalzare la crescita economica all’1,5%.

Secondo l’esecutivo, la manovra provocherà una crescita di 0,6 punti percentuali. Ma cercare la fonte di tale aumento è molto difficile. Se da un lato portare l’età pensionistica a 62 anni creerebbe certamente dei posti vacanti nelle aziende, dall’altro ciò non è indice certo di crescita economica, soprattutto considerando l’incertezza e il rallentamento della stessa a livello europeo. Il reddito di cittadinanza porterebbe indubbiamente soldi nelle tasche delle categorie più svantaggiate. Ma sarà veramente così? Oppure, come spesso accade, ad avvantaggiarsene saranno gli evasori fiscali o i lavoratori nell’economia sommersa, invece che le persone italiane più povere?

Le aziende perderanno una serie di detrazioni, che si tradurrebbe in un aumento del carico fiscale. La riduzione delle tasse coinvolgerà solo pochi lavoratori autonomi, alienando la maggioranza di essi. In poche parole, queste misure saranno irrilevanti nell’ambito della crescita economica. Ecco perché molti considerano le previsioni di crescita da parte del governo irrealistiche.

Come diceva il grande poeta Tonino Guerra, “l’ottimismo è il profumo della vita”. Ma quando appare eccessivo potrebbe rivelarsi molto rischioso. Dal punto di vista delle previsioni fiscali, il Governo ha apportato una generosa sanatoria fiscale e alcuni tagli di spesa poco specificati.

Nel primo caso si tratta di una misura una tantum, che potrebbe effettivamente scoraggiare alcuni lavoratori dal pagare le tasse poiché si aspettano ulteriori amnistie in futuro. Nel secondo caso, potrebbero non essere consegnati per intero. La combinazione di tutti questi rischi si tradurrebbe nell’impossibilità da parte del governo di far scendere marginalmente il debito pubblico il prossimo anno.

Detto questo, al Governo non resta che convincere l’UE; un compito enormemente difficile, considerando che la Commissione Europea aveva già informato il ministro dell’Economia Tria di quanto sia rischioso violare le regole fiscali del blocco. Ma alla Lega e al Movimento Cinque Stelle poco importa il parere dell’Europa Unita: il loro obiettivo è arrivare alle elezioni europee di maggio, che dovrebbero causare un forte scossone nelle gerarchie politiche del Vecchio Continente. Nel frattempo però l’Italia rischia di non vedere nessuna ripresa economica.

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