Chi guadagna dalla crisi finanziaria?

Ormai non facciamo altro che parlare di BTP, differenziale, spread tanto che ormai perfino chi aveva sempre ignorato il mondo della finanza comincia a snocciolare dati con sicurezza. Tuttavia quello che tutti si domandano e a cui ancora nessuno si è deciso a dare una risposta è chi ci guadagna dalla crisi economica.

Infatti, nonostante il crollo delle borse e dei titoli di stato, c’è qualcuno che dalla crisi economica ne trae un vantaggio non indifferente. Ma chi sono questi soggetti che, in poche parole, riescono ad arricchirsi avvantaggiandosi di uno stato di crisi che stà mettendo a durissima prova milioni di famiglie in tutto il mondo?

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Riparte l’attacco ai BTP: non c’è più tempo

Bisogna fare presto, servono misure urgenti oggi. Le voci che si rincorrono parlano di una probabile nomina di Monti a capo di un governo tecnico entro il fine settimana. Ma la nomina bisogna farla oggi perchè il week end appare troppo lontano. Stamattina è subito ripartito l’attacco ai BTP italiani con uno spread che ha prima raggiunto quota 570 punti per poi riscendere a quota 530.

Il tempo è ormai definitivamente scaduto. O si fa subito quello che si deve fare o lo spettro del fallimento per il nostro paese sarà molto di più di un semplice rischio.

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Spread oltre 570 punti: è crisi Italia

Il momento che tutti aspettavamo con terrore è arrivato: lo spread tra BTP e Bund tedeschi è arrivato a 570 punti percentuali e i tassi di interesse dei titoli di stato a 5 anni sono saliti oltre la soglia di massimo allarme del 7% (per l’esattezza 7,3%). Malissimo anche Piazza Affari, che perde oltre il 4%, dove l’imperativo sembra essere quello di vendere tutto.

L’impressione è che i mercati non si accontentino della promessa di dimensioni di Silvio Berlusconi ma vogliano un cambio di leadership subito, come testimonia il titolo Mediaset che perde il 9,17%.

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Aumentano le polizze per i medici

Secondo la Federazione Nazionale degli ordini dei professionisti della Sanità le polizze riservate ai medici, legate al rischio professionale, sono assolutamente troppo care. A denunciarlo è il presidente della federazione, Amedeo Bianco, che in un’intervista alla Repubblica denuncia cifre da capogiro che alcuni professionisti sarebbero costretti a pagare.

Ma il problema non riguarda solo i liberi professionisti ma, anche, le stesse strutture sanitarie che sono costrette ad avere una propria polizza di assicurazione di responsabilità civile.

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Catricalà: settore rc auto senza concorrenza

Nella giornata di ieri Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, ha denunciato ancora una volta l’assenza di concorrenza nel settore delle assicurazioni auto obbligatorie che sarebbe la causa principale del caro polizze di cui abbiamo già avuto modo di parlare in diverse occasioni.

Sempre secondo il presidente dell’Antitrust, che parla ad un’ampia platea di un convegno che ha per oggetto proprio le assicurazioni, alla base ci sarebbe l’ostracismo delle compagnie che si rifiutano di accettare come possibilità il, cosidetto, plurimandatario.

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Parte la corsa alle assicurazioni per professionisti

Con il decreto di emergenza di Ferragosto il governo aveva fissato un termine ultimo di 12 mesi per riformare gli ordinamenti professionali rendendo obbligatoria, tra le altre cose, l’assicurazione contro i rischi. E, di fatto, è già scattata una vera e propria corsa per cercare di essere in linea con le direttive ancor prima che passi la legge.

 

In questi giorni, infatti, sia le compagnie di assicurazione, che le stesse associazioni di categoria si stanno muovendo per cercare di delineare la struttura di queste polizze che, di fatto, non sono ancora inquadrate dal punto di vista legislativo.

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