Spread oltre 570 punti: è crisi Italia

Il momento che tutti aspettavamo con terrore è arrivato: lo spread tra BTP e Bund tedeschi è arrivato a 570 punti percentuali e i tassi di interesse dei titoli di stato a 5 anni sono saliti oltre la soglia di massimo allarme del 7% (per l’esattezza 7,3%). Malissimo anche Piazza Affari, che perde oltre il 4%, dove l’imperativo sembra essere quello di vendere tutto.

L’impressione è che i mercati non si accontentino della promessa di dimensioni di Silvio Berlusconi ma vogliano un cambio di leadership subito, come testimonia il titolo Mediaset che perde il 9,17%.

Insomma la situazione è quanto mai drammatica ma ancora una volta dalla politica non arrivano risposte chiare e tempestive per impedire che l’economia del nostro paese si avvicini pericolosamente ad un possibile default. Rischio che non appare più così improbabile come testimonia l’attenzione che il resto del mondo stà dedicando freneticamente alla nostra situazione.

Tutti le attenzioni si stanno riversando sui nostri titoli di stato e su Piazza Affari perchè un tracollo della nostra economia potrebbe innescare un serie di eventi a catena che darebbe il colpo di grazia ad un’economia globale già provata dalla crisi economica degli ultimi anni.

L’Italia, infatti, è stata da sempre giudicata come un’economia troppo grande per fallire ma, proprio per questo, sarà difficilissimo trovare i soldi per aiutare il nostro paese a far fronte ai propri debiti (qualora non riuscissimo a fronteggiare la situazione).

Un default dell’Italia sarebbe insostenibile non solo per l’Europa ma per tutto il mondo. Intanto la BCE continua a comprare i nostri titoli di stato perchè la paura più grande, dell’istituto capitanato da Mario Draghi, è che lo spread possa salire anche ben oltre i 600 punti facendo tracollare l’intera zona euro.

Ormai la situazione sembra davvero fuori controllo visto che fino a qualche giorno fa veniva data la soglia di 500 punti come quella del non ritorno mentre oggi si parla addirittura di rialzi sopra la soglia dei 600 punti. Intanto la Barclays, dopo un confronto con gli economisti dell’area rischio, ha dichiarato che l’Italia avrebbe superato il punto di non ritorno oltre il quale è tecnicamente (quasi) impossibile fare marcia indietro.

Anche il presidente dell’FMI si pronuncia sul caso Italia che, secondo la signora Lagarde, rischia di innescherare una spirale di instabilità  pericolissima che rischia di risucchiare l’intera Europa e, quindi, il mondo intero in una sorta di “lost decade” (decennio perduto).

Intanto aumentano la frenesia ai vertici istituzionali del nostro paese. E’ di pochi minuti fa la notizia che Tremonti sarebbe salito al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica nelle cui mani, ora, passa il destino dell’Italia e a cui tutti guardano con speranza.

Ma cosa può comportare per il nostro paese il rischio default?

I rischi più concreti e più pericolosi sono principalmente 2: un crollo definitivo del mercato immobiliare e una crisi occupazionale ancora più grave. Nel primo caso si potrebbe ipotizzare un crollo dal 20 al 30% del valore degli immobili con concentrazioni anche maggiori nelle piccole località.

Nel secondo cao, guardando anche a quello che accade in grecia è possibile ipotizzare un aumento della disoccupazione (che potrebbe arrivare a superare il 15%) a seguito del fallimento di tutte quelle aziende che al momento si trovano in grossa difficiltà e stanno cercando di resistere.

Ovviamente si tratta di uno scenario pessimistico ma, a questo punto, non più così surreale come molti nostri politici cercavano di farci credere fino a qualche giorno fa.

Aggiornamento di mercoledì 10/11: ricomincia l’attacco alla nostra economia (segui la crisi in diretta). BTP a 5 anni raggiungono un nuovo record.

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