Mediaset si aggiudica la Champion ma ora serve un socio

Ha fatto scalpore la notizia di Mediaset che nei giorni scorsi si è aggiudicata la gara per l’acquisizione dei diritti della Champions League per il triennio 2015 – 2017 per la stratosferica cifra di 700 milioni di euro. La rivale per eccellenza, Sky, è stata bruciata visto che Mediaset avrebbe “messo sul piatto” ben 70 milioni all’anno in più rispetto al colosso della pay tv. Ma conti alla mano c’è chi è pronto a scommettere che Mediaset sarebbe pronta all’ingresso di un nuovo socio visto che gli attuali conti non permetterebbero investimenti di tale portata. Inoltre ci sono diverse problematiche all’orizzonte che fanno venire più di qualche pensiero alla mente. Per rpima cosa c’è da sottolineare che dal proprio lancio Premium, il settore della Pay tv di mediaset, non ha ancora generato utili.

mediaset tv

Secondo gli analisti gli abbonati di Premium dovrebbero superare quota 2,5 milioni mentre attualmente siamo a quota 2,2 milioni. C’è anche da dire che questo salto di qualità sarebbe possibile con i diritti Champion in esclusiva come accadrà dal 2015.

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Gli stranieri puntano sulle case italiane

Il mattone nel Bel Paese ha un appeal sempre più forte, a detta dei compratori stranieri, per i quali acquistare casa in Italia è divenuta un’azione irrinunciabile. A fare da contrappeso a questa tendenza positiva ci sono gli investitori italiani, la cui percentuale attualmente è la più bassa degli ultimi anni.

immobili di lusso in italia

Come dimostra un recente studio portato avanti dalla Real Capital Analytics Inc., il mercato del real estate ha beneficiato di un incremento del 79% di vendite di appartamenti e ville nel nostro Paese, tutte concluse da clienti stranieri.

Questa tendenza potrebbe essere un chiaro segno della tanto attesa ripresa economica dopo gli anni bui della crisi economica, che ancora attanaglia l’intero continente.

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I vantaggi del noleggio a lungo termine

Torniamo a parlare di aziende, in particolare per capire quanto il noleggio a lungo termine possa essere utile al fine di ottimizzare le spese relative alla gestione del parco auto. Nonostante l’Istat abbia segnalato un leggero rialzo nell’indice della fiducia delle imprese italiane oggi la maggior parte delle aziende è costretta a limare tutte quelle spese inutili. I bilanci sono più magri e avere sotto controllo tutte le voci di spesa è quanto mai fondamentale in un mercato in cui i margini si vanno sempre più riducendo.

noleggio auto gocar

Una nota importante di spesa per molte aziende è rappresentata dal parco auto che, se mal gestito, può incidere significativamente sul bilancio dell’impresa. D’altronde la gestione del parco auto è estremamente difficile: si va dall’acquisto (con relativo investimento ed esposizione bancaria) al pagamento delle polizze assicurative passando per la gestione della manutenzione. 

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Fiat: Marchionne vuole rilanciare l’Alfa

Dopo tante critiche finalmente Marchionne svela i piani per rilanciare il gruppo Fiat dopo il clamoroso acquisto di Chrysler. In un’intervista a LaRepubblica.it, infatti, Marchionne svela gran parte dei piani ma, anche, la strategia che ha caratterizzato gli ultimi anni di lavoro del gruppo. Il manager del Lingotto ha ribadito di aver voluto aspettare l’acquisizione di Chrysler prima di dare vita al progetto di rilancio della Fiat. In sostanza serviva una rete di vendita che permettesse di accedere ai mercati più interessanti, ossia quello americano, canadese e messicano.

chrysler e fiat

E oggi, con oltre 2300 concessionarie nel continente americano, Marchionne può dare vita al suo ambizioso progetto. Il tutto, stando a quanto svelato dallo stesso manager, vedrebbe al centro dell’operazione il marchio Alfa Romeo (smentite quindi le voci di una possibile cessione ai tedeschi) che verrebbe rilanciato in tutto il mondo per entrare nell’area premium, ossia quella più appetibile e con i margini più alti. 

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Mercato immobiliare e turismo: il modello integrato di Castelfalfi

Gli investimenti stranieri in Italia sono soprattutto legati agli immobili di valore ed al turismo, e spesso, anzi quasi sempre in abbinamento, nel senso che negli ultimi anni, il trend vede decisamente una crescita degli stranieri che investono in immobili storici o di lusso in zone turistiche sia per uso personale in vacanza sia per aprirlo ai flussi turistici.

borgo_castelfalfi

Del resto noi Italiani non siamo stati bravi nel valorizzare le bellezze e le ricchezze del nostro territorio, lasciando molto all’incuria e all’abbandono, destinando grandi risorse a modelli turistici di massa, poco sostenibili e nei quali tra l’altro, abbiamo perso competitività per via dei prezzi. Questo, insieme al crollo del mercato immobiliare italiano ha creato le condizioni affinché tanti stranieri comprino in Italia, sia che si tratti di privati sia che si tratti di società. La cosa positiva è che mentre una volta l’investitore straniero era solo il capitalista della multinazionale che veniva a deturpare e saccheggiare, incrementando la “desertificazione industriale” derivante dall’abbandono nel momento in cui altre località avessero garantito introiti e possibilità superiori.

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In arrivo l’aumento dell’Iva al 22%

Se dovesse essere confermato (e con ogni probabilità lo sarà) l’aumento dell’iva arriva nel momento più sbagliato. La fase economica che stiamo attraversando è delicata perchè sembrerebbe avviarsi verso una timidissima ripresa. L’aumento dell’Iva dal 21 al 22% non farà altro che affossare anche questo disperato e leggerissimo tentativo di rialzare la testa. Al contrario sarebbe stato opportuno una diminuzione dell’aliquota al 20% se non altro per dare un minimo di sostegno a quei (pochi) italiani che intendono tornare ad acquistare. Ovviamente chi di dovere si sarà fatto i suoi conti e senza quei soldi (parliamo di circa 4 miliardi di euro) lo stato non è in grado di garantire il rispetto di determinati parametri imposti dall’europa. Se a questo aggiungiamo che dalle ultime elezioni siamo in balia di un governo di facciata frutto di una collaborazione forzata (se così possiamo chiamarla) tra le varie forze politiche e che tra poco potrebbe saltare anche questo con conseguente ritorno alle urne… non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

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Ma cosa comporterà per gli italiani questo ennesimo aumento dell’Iva? Secondo Federconsumatori e Adusbef i rincari dovuti all’aumento dell’Iva sarebbero di circa 200 euro l’anno a famiglia che se sommati a quelli relativi alla Tares andrebbero a diventare circa 250 euro l’anno a famiglia.

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