Pronti tagli per 7 miliardi a politica, trasporti e difesa

E’ stato presentato al governo il cosiddetto “piano Cottarelli“, ossia un piano di spending review che prevede tagli del valore di 7 miliardi circa solo per l’anno in corso. Si tratta di tagli dolorosi ma in gran parte necessari anche se Renzi, apparso in tv proprio l’altro giorno ha già sottolineato che alcuni interventi non si faranno. Tuttavia qualcosa va tagliato se si vuole investire e, soprattutto, restituire potere di acquisto ai lavoratori. Per questo bisogna prendere in esame tutto per poter capire dove intervenire. Secondo il piano stilato da Cottarelli si deve intervenire su politica, trasporti, difesa e pensioni. E proprio sulle pensioni Renzi si è detto contrario ad intervenire, almeno per quel che riguarda il contributo speciale.

Si calcola poi che circa 100 milioni l’anno si possano recuperare dalle auto blu, 300 milioni dalla sanità con l’introduzione dei costi standard e circa altri 100 dalla difesa (si parla di dismettere caserme e tagliare su altri costi relativi al personale militare).

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Renzi prova a tagliare l’irpef per le classi medie

Con i consumi degli italiani ridotti ai minimi storici parlare di ripresa economica è quanto mai fantasioso. Lo sa perfettamente Matteo Renzi che, non a caso, proverà a presentare il provvedimento per la rimodulazione dell’Irpef abbassando l’aliquota sui redditi medi e alzandola su quelli più alti. In sostanza questa prima misura fa parte di un progetto più ampio con il quale si è pensato (udite, udite) che ridare fiato alla classe media potrebbe ridare nuovo stimolo ai consumi. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire anche se, a dir la verità, aveva parlato di qualcosa di simile anche Monti e poi non se ne fece nulla.

renzi aliquota irpef

Che l’unico modo per rilanciare i consumi sia quello di restituire potere di acquisto alle classi medio basse ci erano arrivati anche i sassi. Comunque cerchiamo di capire cosa, con ogni probabilità, Renzi cercherà di far passare. In sostanza si vorrebbe abbassare l’aliquota Iperf per i redditi tra i 28 e i 55 mila euro che passerebbe dal 38 al 35%.

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Rc Auto, quale il modo migliore per risparmiare

Come sappiamo bene, mantenere l’automobile ha un costo, ma se mettiamo da parte quello relativo alla classica manutenzione, che rimane variabile nel corso dell’anno, ci rendiamo conto come l’uscita monetaria maggiore sia dovuta alla Rc Auto, obbligatoria per poter circolare senza problemi. Uno studio recente ha verificato che, nella nostra penisola, il possessore di un’automobile paga in media all’anno oltre duecento euro in più di assicurazione auto rispetto ad un suo omologo europeo, una cifra che di questi tempi è improponibile, e che quindi ci mette davanti alla necessità di trovare un modo per poter risparmiare anche su questo costo.

polizza auto

La prima cosa che bisognerebbe fare, a meno di riuscire a trovare qualche voucher o buono sconto per le assicurazioni nei siti web che li mettono a disposizione, è quella di mettere a confronto i prodotti proposti dalle varie assicurazioni online, che almeno nel primo anno in cui si stipula la polizza consentono di avere un prezzo più agevole, che può diventare ancora migliore se riusciamo ad adattarla alle nostre esigenze ed alle nostre abitudini di guida.

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Guerra in Ucraina: quali ripercussioni per l’economia?

La terribile situazione in Ucraina che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso avrà delle ripercussioni anche sull’economia. Tali ripercussioni saranno più o meno gravi a seconda degli sviluppi che questo conflitto avrà nelle prossime settimane. Oltre alle ripercussioni sociali che ogni guerra porta con se, infatti, questo conflitto avrà delle forti ripercussioni in ambito economico e, specialmente, energetico. La Russia, infatti, è il principale esportatore di gas e la paura più grande è che le forniture possano subire dei forti rincari (in chiave ottimistica) o addirittura subire delle interruzioni che metterebbero in seria difficoltà l’intera europa.

ucraina russia gas

Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire esattamente come stanno le cose. Per prima cosa dobbiamo sottolineare le tensioni tra Russia e Stati Uniti: da un lato gli americani minacciano sanzioni contro Putin e soci tra cui l’esclusione del paese dal G8, dall’altro i russi, per voce del consigliere economico Serghiei Glaziev, ha minacciato di mettere in campo azioni mirate per annullare la dipendenza finanziaria dagli Usa e di uscire da queste eventuali sanzioni con grandi vantaggi per la Russia.

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Volkswagen senza crisi: utili record

L’obiettivo dichiarato da tempo del gruppo Volkswagen è quello di diventare il primo produttore auto del mondo. Obiettivo sempre più vicino visto che, dall’alto dei sui conti in crescita, il gruppo può permettersi investimenti che per gli altri non rappresentano nulla più di un sogno. Ma veniamo ai fatti. Il gruppo tedesco ha ufficializzato i dati definitivi relativi al 2013: 11,7 miliardi di utile al lordo delle tasse (contro gli 11,5 delle già ottimistiche previsioni) che si traduce in un miglioramento dell’1,5% su base annua. Nulla di eclatante se non fosse che migliorare risultati già ampiamente positivi è sempre difficile e, in più, farlo in un contesto economico come questo dove le altre case automobilistiche, chi più chi meno, sono tutte in affanno, assume un rilievo ancora maggiore.

volkswagen

Con questi risultati il gruppo tedesco punta ora a fare quel salto di qualità che la porterebbe a scavalcare tutti e diventare il numero 1 nel mondo dell’auto. Non a caso la Volkswagen punta a far uscire, nei prossimi mesi, circa 11 nuovi modelli di auto distribuiti nei vari marchi di proprietà. Insomma tante novità dal punto di vista prettamente industriale e un’attenzione ai conti meticolosa che stanno dando ragione al modello tedesco.

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Stop alla ritenuta del 20% sui bonifici dall’estero

Buone notizie per quanti, nei giorni scorsi, si erano lamentati della prossima entrata in vigore della ritenuta del 20% sui bonifici dall’estero. Attraverso un comunicato stampa, infatti, il Ministero del Tesoro fa sapere che l’obbligo che secondo la norma avrebbe imposto alle banche di applicare a tutte le persone fisiche la ritenuta del 20% sui bonifici in arrivo dall’estero viene sospeso a tempo indeterminato. Insomma a meno di 20 giorni dalla sua applicazione questa norma che ha fatto tanto discutere viene soppressa o, quanto meno, bloccata provvisoriamente.

ministero del tesoro

Ma per quale motivo il Ministero del Tesoro ha preso questa decisione? In sostanza per 2 motivi. Il primo è la difficoltà che avrebbero le banche a distinguere i bonifici ai quali assoggettare la ritenuta e quelli che invece ne sono esenti. Infatti la ritenuta non sarebbe stata applicata qualora il contribuente avesse autocertificato che le somme relative al bonifico proveniente dall’estero sul suo conto corrente non hanno alcuna natura di compenso reddituale. Insomma, sicuramente il tutto avrebbe reso le cose ancor più difficili sia per gli operatori che per i cittadini.

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