Finanza e filantropia in Italia

Sono abbastanza sconcertanti i dati che dichiarano che due italiani su tre non sappiano cosa sia la filantropia. Molti confondono questa parola, addirittura, con il nome di una fondazione umanitaria. È forse necessario, quindi, fare un po’ di chiarezza. La filantropia che etimologicamente indica un’amore ed un interessamento verso il prossimo, è la costruzione di atti volti ad un miglioramento sociale. Il filantropo è colui che godendo di una posizione privilegiata, orienta tuttavia il proprio agire e le proprie risorse economiche all’altruismo e si fa promotore di cambiamenti sociali ed economici.

Bill-Gates

La filantropia è molto più diffusa negli Stati Uniti, forse perché essendo questo paese culturalmente da sempre improntato a un liberismo che limitava le misure di welfare, gli imprenditori illuminati hanno da subito sentito la necessità di mettersi a disposizione della collettività.

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Pronti tagli per 7 miliardi a politica, trasporti e difesa

E’ stato presentato al governo il cosiddetto “piano Cottarelli“, ossia un piano di spending review che prevede tagli del valore di 7 miliardi circa solo per l’anno in corso. Si tratta di tagli dolorosi ma in gran parte necessari anche se Renzi, apparso in tv proprio l’altro giorno ha già sottolineato che alcuni interventi non si faranno. Tuttavia qualcosa va tagliato se si vuole investire e, soprattutto, restituire potere di acquisto ai lavoratori. Per questo bisogna prendere in esame tutto per poter capire dove intervenire. Secondo il piano stilato da Cottarelli si deve intervenire su politica, trasporti, difesa e pensioni. E proprio sulle pensioni Renzi si è detto contrario ad intervenire, almeno per quel che riguarda il contributo speciale.

Si calcola poi che circa 100 milioni l’anno si possano recuperare dalle auto blu, 300 milioni dalla sanità con l’introduzione dei costi standard e circa altri 100 dalla difesa (si parla di dismettere caserme e tagliare su altri costi relativi al personale militare).

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Renzi prova a tagliare l’irpef per le classi medie

Con i consumi degli italiani ridotti ai minimi storici parlare di ripresa economica è quanto mai fantasioso. Lo sa perfettamente Matteo Renzi che, non a caso, proverà a presentare il provvedimento per la rimodulazione dell’Irpef abbassando l’aliquota sui redditi medi e alzandola su quelli più alti. In sostanza questa prima misura fa parte di un progetto più ampio con il quale si è pensato (udite, udite) che ridare fiato alla classe media potrebbe ridare nuovo stimolo ai consumi. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire anche se, a dir la verità, aveva parlato di qualcosa di simile anche Monti e poi non se ne fece nulla.

renzi aliquota irpef

Che l’unico modo per rilanciare i consumi sia quello di restituire potere di acquisto alle classi medio basse ci erano arrivati anche i sassi. Comunque cerchiamo di capire cosa, con ogni probabilità, Renzi cercherà di far passare. In sostanza si vorrebbe abbassare l’aliquota Iperf per i redditi tra i 28 e i 55 mila euro che passerebbe dal 38 al 35%.

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Rc Auto, quale il modo migliore per risparmiare

Come sappiamo bene, mantenere l’automobile ha un costo, ma se mettiamo da parte quello relativo alla classica manutenzione, che rimane variabile nel corso dell’anno, ci rendiamo conto come l’uscita monetaria maggiore sia dovuta alla Rc Auto, obbligatoria per poter circolare senza problemi. Uno studio recente ha verificato che, nella nostra penisola, il possessore di un’automobile paga in media all’anno oltre duecento euro in più di assicurazione auto rispetto ad un suo omologo europeo, una cifra che di questi tempi è improponibile, e che quindi ci mette davanti alla necessità di trovare un modo per poter risparmiare anche su questo costo.

polizza auto

La prima cosa che bisognerebbe fare, a meno di riuscire a trovare qualche voucher o buono sconto per le assicurazioni nei siti web che li mettono a disposizione, è quella di mettere a confronto i prodotti proposti dalle varie assicurazioni online, che almeno nel primo anno in cui si stipula la polizza consentono di avere un prezzo più agevole, che può diventare ancora migliore se riusciamo ad adattarla alle nostre esigenze ed alle nostre abitudini di guida.

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Guerra in Ucraina: quali ripercussioni per l’economia?

La terribile situazione in Ucraina che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso avrà delle ripercussioni anche sull’economia. Tali ripercussioni saranno più o meno gravi a seconda degli sviluppi che questo conflitto avrà nelle prossime settimane. Oltre alle ripercussioni sociali che ogni guerra porta con se, infatti, questo conflitto avrà delle forti ripercussioni in ambito economico e, specialmente, energetico. La Russia, infatti, è il principale esportatore di gas e la paura più grande è che le forniture possano subire dei forti rincari (in chiave ottimistica) o addirittura subire delle interruzioni che metterebbero in seria difficoltà l’intera europa.

ucraina russia gas

Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire esattamente come stanno le cose. Per prima cosa dobbiamo sottolineare le tensioni tra Russia e Stati Uniti: da un lato gli americani minacciano sanzioni contro Putin e soci tra cui l’esclusione del paese dal G8, dall’altro i russi, per voce del consigliere economico Serghiei Glaziev, ha minacciato di mettere in campo azioni mirate per annullare la dipendenza finanziaria dagli Usa e di uscire da queste eventuali sanzioni con grandi vantaggi per la Russia.

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Volkswagen senza crisi: utili record

L’obiettivo dichiarato da tempo del gruppo Volkswagen è quello di diventare il primo produttore auto del mondo. Obiettivo sempre più vicino visto che, dall’alto dei sui conti in crescita, il gruppo può permettersi investimenti che per gli altri non rappresentano nulla più di un sogno. Ma veniamo ai fatti. Il gruppo tedesco ha ufficializzato i dati definitivi relativi al 2013: 11,7 miliardi di utile al lordo delle tasse (contro gli 11,5 delle già ottimistiche previsioni) che si traduce in un miglioramento dell’1,5% su base annua. Nulla di eclatante se non fosse che migliorare risultati già ampiamente positivi è sempre difficile e, in più, farlo in un contesto economico come questo dove le altre case automobilistiche, chi più chi meno, sono tutte in affanno, assume un rilievo ancora maggiore.

volkswagen

Con questi risultati il gruppo tedesco punta ora a fare quel salto di qualità che la porterebbe a scavalcare tutti e diventare il numero 1 nel mondo dell’auto. Non a caso la Volkswagen punta a far uscire, nei prossimi mesi, circa 11 nuovi modelli di auto distribuiti nei vari marchi di proprietà. Insomma tante novità dal punto di vista prettamente industriale e un’attenzione ai conti meticolosa che stanno dando ragione al modello tedesco.

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