Volkswagen: piano di espansione fuori dall’Europa

La Volkswagen ha annunciato, lo scorso venerdì, che investirà ben 50 miliardi di euro nei prossimi anni per accellerare il proprio piano di espansione a livello mondiale. Ovviamente l’obiettivo della casa automobilistica tedesca è molto semplice: staccarsi, quanto più possibile, dall’Europa in crisi e incrementare le vendite nel mercato cinese e nord americano. Solo in questo modo la Volkswagen avrà una chanche di detronizzare la Toyota del titolo di più grande produttore al mondo di auto. Insomma la Volkswagen, sulla scia di quanto già deciso da Bmw e Mercedes, farà di tutto per incrementare le vendite al di fuori dell’Unione Europea dove, a dir la verità, di auto se ne vendono poche o niente.

Il piano di espansione della casa tedesca prevede la spesa quasi 25 miliardi di euro per l’ammodernamento e l’espansione delle vendite dei modelli dei 12 marchi distribuiti dalla Volkswagen che vanno da Audi a Porsche, passando per Skoda e Seat. Ad esempio, 14,5 miliardi di euro sono stati destinati ad investimenti strutturali in Messico dove verranno prodotte e assemblate le audi da destinarsi al mercato Americano.

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Continua a scendere l’importo medio dei mutui concessi

Torniamo a parlare di mutui in occasione del report mensile diffuso da uno dei portali di riferimento del settore, ovvero mutui.it. L’Ufficio Studi ha analizzato tutti i finanziamenti concessi negli ultimi sei mesi e il risultato non è stato molto incoraggiante visto che il trend continua ad essere decisamente negativo. Una brutta notizia per un settore strategico come quello immobiliare dove continuano a calare le compravendite con il rischio sempre maggiore di un possibile crollo delle quotazioni. Perchè se fino ad oggi i prezzi delle case hanno sostanzialmente retto (in molte città c’è stato un calo ma non un vero e proprio crollo) se le compravendite dovessero continuare a scendere si potrebbe dar vita a scenari ben peggiori.

Da maggio ad ottobre, infatti, il capitale medio erogato dalle banche è sceso di un ulteriore 4% arrivando a quota 116 mila euro dai 121 mila di Maggio. Ma quel che è peggio è che continua ad aumentare la differenza tra somma richiesta e somma erogata dalle banche portandosi, ora, all’11%. Questo significa che chi si appresta ad acquistare un immobile con l’ausilio di un mutuo dovrà avere sempre più contanti.

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Redditest: scopri se sei in regola con il fisco

L’evasione fiscale in Italia ha raggiunto livelli inaccettabili che gravano sull’intera comunità e sui conti del paese. Secondo una simulazione effettuata dalla Agenzia delle Entrate circa 4,3 milioni di dichiarazioni dei redditi sono risultate essere incoerenti e oltre 1 milione di famiglie, pur avendo un tenore di vita elevato, dichiara un reddito prossimo allo zero. Ovviamente tutto ciò, specialmente in un contesto di crisi economica che costringe tutti (chi più chi meno) ad effettuare dei sacrifici, è inaccettabile e, sopratutto, non più sostenibile. Perchè se ci sono dei furbi che non pagano dall’altra parte ci sono altri (vedi buste paga e pensionati) che pagano anche per loro.

A questo proposito l’Agenzia delle Entrate ha introdotto, ultimamente, delle novità che hanno fatto molto discutere e che promettono una lotta serrata all’evasione partendo proprio dal principio che si andrà a controllare principalmente i soggetti che risultano avere una situazione incoerente tra spese effettuate e redditi dichiarati.

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Crisi: le aziende USA riducono gli investimenti

Potrà sembrare strano ma le aziende statunitensi, nonostante gli ultimi dati macro economici tutt’altro che pessimi, stanno ridimensionando i propri piani di investimento ad un ritmo molto intenso. Secondo un’analisi del Wall Street Journal le prime 40 aziende quotate in borsa stanno riducendo gli investimenti in attrezzature e software nel terzo trimestre per la prima volta dall’inizio del 2009. Questo rappresenta sicuramente un ottimo parametro per valutare la vitalità economica del settore delle imprese in fase di stallo. Ma oltre a questo c’è anche da segnalare che gli investimenti delle imprese nelle nuove costruzioni sono diminuiti.

Alcuni importanti dirigenti aziendali intervistati dal quotidiano americano sostengono di aver avviato un rallentando nella realizzazione dei grandi progetti per proteggere i profitti dall’andamento negativo della domanda ma, anche, per via della crescente incertezza che ha caratterizzato gli ultimi mesi.

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Continua la recessione nell’Eurozona: preoccupa la Francia

L’Eurozona continua a soffrire dal punto di vista economico: il pil cala per il secondo trimestre consecutivo ed ora si può parlare ufficialmente di recessione. Dopo un primo trimestre a crescita zero, un secondo che ha fatto registrare un -0.2% e il terzo che si è fermato a -0.1% pronunciare la tanto temuta parola “recessione” non è più un tabù. Dal canto suo l’Italia ha fatto registrare il terzo trimestre consecutivo di calo del pil anche se il -0.2% degli ultimi 3 mesi sembra preannunciare un lievo miglioramento. Nel contesto la situazione Europea resta davvero critica visto che ora cominciano a dare i primi grandi segni di cedimento anche quei paesi che si ritenevano potessero essere immuni (o quasi) alla crisi come la Germania o la virtuosa Olanda. In netto peggioramento anche la situazione in Francia che, da molti, viene indicata come il vero e più grande pericolo per la zona Euro. La seconda economia Europea, infatti, non sta attraversando un buon momento storico. Dal 1981 il debito pubblico francese è passato dall’essere il 22% del pil al 90 di oggi.

Ma la debolezza dell’Europa ha già avuto ripercussioni anche sulle altre economie mondiali. Le esportazioni cinesi verso il vecchio continente sono calate bruscamente quest’anno, contribuendo al rallentamento della crescita del paese che, fino ad ora, era stato considerato la locomotiva mondiale.

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