L’Eurozona continua a soffrire dal punto di vista economico: il pil cala per il secondo trimestre consecutivo ed ora si può parlare ufficialmente di recessione. Dopo un primo trimestre a crescita zero, un secondo che ha fatto registrare un -0.2% e il terzo che si è fermato a -0.1% pronunciare la tanto temuta parola “recessione” non è più un tabù. Dal canto suo l’Italia ha fatto registrare il terzo trimestre consecutivo di calo del pil anche se il -0.2% degli ultimi 3 mesi sembra preannunciare un lievo miglioramento. Nel contesto la situazione Europea resta davvero critica visto che ora cominciano a dare i primi grandi segni di cedimento anche quei paesi che si ritenevano potessero essere immuni (o quasi) alla crisi come la Germania o la virtuosa Olanda. In netto peggioramento anche la situazione in Francia che, da molti, viene indicata come il vero e più grande pericolo per la zona Euro. La seconda economia Europea, infatti, non sta attraversando un buon momento storico. Dal 1981 il debito pubblico francese è passato dall’essere il 22% del pil al 90 di oggi.

Ma la debolezza dell’Europa ha già avuto ripercussioni anche sulle altre economie mondiali. Le esportazioni cinesi verso il vecchio continente sono calate bruscamente quest’anno, contribuendo al rallentamento della crescita del paese che, fino ad ora, era stato considerato la locomotiva mondiale.



