Usa: aumentano i finti malati

Anche se qualcuno pensa che siano solo gli italiani a mettere in pratica le “finte malattie” pur di assentarsi dal lavoro si sbaglia di grosso. Secondo un articolo del Wall Street Journal, infatti, lo scorso anno sono aumentati del 18% il numero di lavoratori americani che hanno usufruito di giorni di malattia pur non avendone bisogno. Spesso i falsi malati vengono scoperti proprio grazie ai social network, dove si è soliti condividere tutto quello che si fa durante l’arco della giornata anche quando non si dovrebbe. Ovviamente questo tipo di comportamento pesa in maniera significativa sui conti delle aziende e, ovviamente, sull’economia in genere. Tuttavia, secondo quanto sostiene il quotidiano americano, una maggiore attenzione alle esigenze dei lavoratori da parte dei responsabili di azienda potrebbe arginare sensibilmente il fenomeno.

Il fenomeno, stando agli ultimi dati diffusi, sarebbe molto più accentuato nelle grandi aziende e nelle pubbliche amministrazioni rispetto alle piccole aziende a gestione familiare per via delle maggiori difficoltà nell’effettuare i controlli.

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Cina: diminuiscono le vendite di auto

Brutta battuta d’arresto per quella che è considerata, ormai da diversi anni, la locomotiva dell’economia mondiale, ossia la Cina. Stando alle indiscrezioni trapelate sulla stampa internazionale le vendite di auto in Cina potrebbero essere ampiamente sotto le attese. La notizia, come era ovvio, ha scatenato la vendita dei titoli del settore che hanno registrato delle forti perdite su tutti i listini. A Piazza Affari Fiat arriva a perdere oltre il 3% mentre sul Dax BMW e Volkswagen perdono rispettivamente il 5 e il 4%. Tuttavia la notizia relativa ad una cattiva performance del settore auto nel paese del sol levante non sorprende più di tanto. Nelle passate settimane, infatti, le autorità del paese avevano rivisto al ribasso il target di crescita sia per il 2011 che per il 2012.

D’altronde era inevitabile che anche la Cina subisse in qualche maniera la crisi economica che ha messo a dura prova le economie occidentali. In Europa, il secondo mercato al mondo per la Cina, si vende molto poco e in America, il primo mercato per fatturato, la situazione non è poi così diversa. E per un paese che fa delle esportazioni la sua forza era inevitabile che si potesse assistere ad un rallentamento.

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Paolazzi sulla crisi: le opportunità per l’Italia

Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi di Confindustria, ha illustrato le opportunità che la crisi offre al nostro paese per arrivare ad una svolta epica. Durante l’intervento al convegno “Cambia Italia” dal titolo “Come fare le riforme e tornare a crescere“, Paolazzi ha illustrato come la crisi economica possa rappresentare un punto di svolta per la nostra economia. Secondo il direttore del dentro studi di confindustria, infatti, la situazione precaria che stiamo attraversando da alcuni mesi avrebbe creato i presupposti per avviare alcune importanti riforme di cui il paese aveva bisogno da moltissimo tempo. Secondo i dati del centro studi il benessere dei cittadini italiani si è sensibilmente ridotto a partire dalla seconda metà degli anni 90 e solo attraverso le riforme si potrà invertire la rotta e tornare a crescere.

Senza le riforme le stime di Confindustria parlano di un pil pro capite che sarà di circa 2760 euro nel 2030, ossia di 253 miliardi più elevato di oggi. Tuttavia con le riforme il potenziale di crescita del nostro paese potrebbe essere di ben 872 miliardi di euro, ossia 11.160 per ogni cittadino. Ovviamente si parla di studi che danno dei valori approssimativi ma che possono essere presi a riferimento per valutare i benefici che si potrebbero ottenere qualora vengano attuate le riforme di cui necessita il paese per recuperare competitività rispetto alle altre super potenze economiche.

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Combattere la crisi con il bike Sharing

Con la benzina che ha ormai raggiunto i 2 euro spostarsi in auto è diventato un vero e proprio lusso. Tuttavia, per chi non vuole prendere i mezzi pubblici esiste l’alternativa dello bike sharing, strumento molto utilizzato in Europa, ma che, seppur lentamente, si sta diffondendo anche nel nostro paese. Per chi non lo conoscesse il bike sharing è la condivisione di una bicicletta attraverso il noleggio delle stesse nelle aree urbane. In sostanza i comuni mettono a disposizione delle stazioni dove, attraverso una tessera, è possibile prendere una bicicletta e riconsegnarla in una qualsiasi delle stazioni di bike sharing della città. La peculiarità di questa soluzione è il bassissimo costo di utilizzo. A Torino, una delle città italiane più virtuose, l’abbonamento annuale costa solo 20 euro mentre quello settimanale e quello giornaliero vengono rispettivamente 5 e 2 euro.

Cifre assolutamente alla portata di tutti che permettono di spostarsi da una parte all’altra della città spendendo nulla o quasi e senza inquinare. Purtroppo, come abbiamo detto, il bike sharing è ancora molto indietro nelle città italiane rispetto al resto d’Europa. Basti pensare che a Torino (come dicevamo è la città più virtuosa in Italia) il numero di biciclette è pari alla metà (700 bici) rispetto alla media delle grandi città Europee (1420 bici a parità di abitanti).

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Rc auto a Roma: i giovani pagano di più

Torniamo a parlare di assicurazioni auto e, in particolare, del costo della polizza di responsabilità civile, ossia quella obbligatoria per legge, nella città di Roma. Come ben sappiamo, infatti, l’assicurazione della propria auto rappresenta una delle voci di spesa più importanti delle famiglie preceduta solo dalla rata del mutuo e risparmiare anche solo poche decine di euro può essere molto importante per ammortizzare la spesa. Noi abbiamo voluto analizzare i preventivi di 7 diverse compagnie ipotizzando di dover assicurare una normalissima utilitaria e abbiamo rilevato una variazione di prezzo estremamente alta a seconda dell’età dell’intestatario della polizza. Insomma più si è giovani e più l’assicurazione è costosa. Secondo i dati da noi riscontrati la variazione è piuttosto consistente: un giovane di 22 anni paga, a parità di veicolo e classe di merito, circa il triplo di un uomo di 42 anni di età.

Questo, ovviamente, non è una novità ma la differenza è talmente ampia da lasciare senza parole. Non a caso, sempre più spesso, sono i genitori gli intestatari delle polizze rc auto delle auto dei figli. Con questo sistema è possibile risparmiare tantissimo e arginare quella che sembra, a tutti gli effetti, una vera e propria discriminazione.

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Profumo alla guida del Monte dei Paschi

Sono stati resi noti i nomi che andranno alla guida del Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo nonchè il terzo istituto di credito italiano per grandezza. Presidente dell’istituto di credito sarà Alessandro Profumo, che come tutti sappiamo è stato dal 1998 al 2010 alla guida di Unicredit, mentre l’ammnistratore delegato sarà Fabrizio Viola. Tra gli altri nomi del cda che guiderà la banca nei prossimi anni segnaliamo anche i nomi (giunti un po a sorpresa) di Angelo Dringoli, Tania Groppi, Paola Demartini (docenti universitari di economia) e Marco Turchi (ex sindaco revisore della banca). Secondo delle indiscrezioni i nomi sarebbero arrivati senza non poche polemiche e spaccature interne alla fondazione MPS.

Secondo il quotidiano la Repubblica, la scelta dei nomi che andranno a sedere nei ruoli chiave del CDA della banca rappresentano una vittoria del sindaco di Siena Franco Ceccuzzi, ex diesse, su Alberto Monaci, ex Margherita, sconfitto insieme al presidente dell’Ente, Gabriello Mancini, che non avrebbe votato il nome di Profumo per la carica di presidente.

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