Combattere la crisi con il bike Sharing

Con la benzina che ha ormai raggiunto i 2 euro spostarsi in auto è diventato un vero e proprio lusso. Tuttavia, per chi non vuole prendere i mezzi pubblici esiste l’alternativa dello bike sharing, strumento molto utilizzato in Europa, ma che, seppur lentamente, si sta diffondendo anche nel nostro paese. Per chi non lo conoscesse il bike sharing è la condivisione di una bicicletta attraverso il noleggio delle stesse nelle aree urbane. In sostanza i comuni mettono a disposizione delle stazioni dove, attraverso una tessera, è possibile prendere una bicicletta e riconsegnarla in una qualsiasi delle stazioni di bike sharing della città. La peculiarità di questa soluzione è il bassissimo costo di utilizzo. A Torino, una delle città italiane più virtuose, l’abbonamento annuale costa solo 20 euro mentre quello settimanale e quello giornaliero vengono rispettivamente 5 e 2 euro.

Cifre assolutamente alla portata di tutti che permettono di spostarsi da una parte all’altra della città spendendo nulla o quasi e senza inquinare. Purtroppo, come abbiamo detto, il bike sharing è ancora molto indietro nelle città italiane rispetto al resto d’Europa. Basti pensare che a Torino (come dicevamo è la città più virtuosa in Italia) il numero di biciclette è pari alla metà (700 bici) rispetto alla media delle grandi città Europee (1420 bici a parità di abitanti).
Tuttavia sembra che un progetto in corso permettà a Torino di arrivare alla quota di 1800 biciclette entro la fine del 2013 con le stazioni di deposito che passeranno dalle attuali 72 a 116. Proprio la diffusione delle stazioni di noleggio, infatti, è fondamentale per far si che i cittadini comincino ad utilizzare in maniera massiccia le bici del comune al posto dell’auto.

Una diffusione capillare delle postazioni dove è possibile ritirare e riconsegnare le bici, infatti, consente una maggiore versatilità dell’utilizzo delle stesse permettendo spostamenti rapidi ed efficaci. Per contro i comuni potrebbero garantire un minor traffico di vetture con un sensibile miglioramento del problema traffico e della qualità della vita all’interno delle aree urbane.

Per quanto riguarda la situazione del bike sharing in Italia, apparte la città di Torino di cui abbiamo già ampiamente parlato, c’è da sottolineare che la diffusione è più capillare nelle città del nord e in prevalenza in quelle di Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.

Tuttavia il vero ostacolo ad una maggiore diffusione degli spostamenti in bici è dato dalla mancanza di piste ciclebili idonee che permettano di spostarsi in piena sicurezza all’interno dei centri abitati. Gli appassionati delle 2 ruote disposti a lasciare l’auto a casa sarebbero, infatti, in numero assai maggiore degli attuali utilizzatori delle biciclette condivise ma in molti sono frenati dalla mancanza di spazi idonei.

Insomma con la benzina a 2 euro non si può far altro che sperare che gli enti locali investano di più e meglio nel bike sharing permettendo a chiunque lo voglia di spostarsi all’interno della propria città senza spendere e senza inquinare.

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