Negli USA 9000 miliardi di liquidità

In questi ultimi mesi abbiamo avuto modo più volte di analizzare la situazione del credito in Italia dove le banche stanno proponendo conti di deposito a tassi molto alti (alcuni offrono oltre il 4% lordo) e hanno chiuso i rubinetti in uscita aumentando gli spread sui mutui e rendendo più severi i controlli sull’erogazione dei finanziamenti.

In America, invece, la tendenza non è proprio in linea con quella italiana. Molte banche americane, infatti, stanno diminuendo i rendimenti dei propri conti di deposito e, in alcuni casi, hanno azzerato proprio tale valore rendendo, di fatto, il rendimento negativo.


E’ il caso della Bank of New York Mellon, riportato da repubblica.it, che ha cominciato ad offrire ai propri clienti non più un rendimento ma una commissione dello 0,13% annuo. Significa che mettere i soldi su un conto corrente di quella banca non mi rende nulla e, anzi, mi costa lo 0,13% del capitale versato.

Ma come è possibile tutto questo?

La spiegazione è tanto semplice quanto preoccupante visto che riporta a scenari da grande depressione che costringe a fare i conti con un possibile scenario futuro di grande instabilità.

In America ci sono circa 9 mila miliardi di liquidità ossia di soldi non investiti che vengono lasciati sui conti correnti bancari. Dopo l’inizio della crisi economica del 2008 gli americani hanno pian piano recuperato la propensione al risparmio  allontanandosi dalla borsa e lasciando quella massa di liquidità sui conti.

Tuttavia le banche non riescono a trovare una forma redditizia per investire questi soldi in quanto il mercato immobiliare americano è in forte crisi e le aziende investono poco (e di conseguenza chiedono pochi finanziamenti). Una situazione che sembra essere arrivata ad una posizione di stallo a cui difficilmente si troverà una via di uscita se non si tornerà a crescere.

Ma se e quando si tornerà a crescere bisognerà cercare di non invertire del tutto questa tendenza ma, al contrario, trovare un equilibrio tra investimenti, risparmio e capitale utilizzato per spese di consumo così da evitare il rischio di trovarsi tra qualche anno di nuovo nella situazione del 2008.

Insomma qualcuno già parla di scenari da grande depressione mentre io, invece, parlerei più di cattiva distribuzione della ricchezza che, come al solito, non può che portare effetti negativi sull’intera economia. Solo ridistribuendo parte della ricchezza si potrà pensare di far tornare a crescere i consumi e ripartire da dove ci siamo fermati nell’ormai lontano 2008.

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