Aumentano le richieste di prestiti per natale

La corsa ai regali di Natale è una tradizione a cui gli italiani, nonostante il periodo di crisi, non vogliono rinunciare. E pur di sfogare la propria generosità, buona parte dei nostri connazionali è intenzionata a richiedere un finanziamento. Questo è quanto emerge dall’ultima indagine di Prestiti.it, che ha proposto un sondaggio ad oltre mille utenti ed ha ottenuto risposte piuttosto sorprendenti.

Circa il 34% del campione considerato, infatti, dichiara di voler ricorrere a un prestito per affrontare con serenità le spese legate al Natale. Più nel dettaglio, il 61% di chi ha risposto “sì” intende utilizzare il denaro erogato per fare regali ad amici e parenti, il 30% per un viaggio o una settimana bianca e il 9% per un cenone di capodanno particolarmente speciale.

I regali tecnologici e gli elettrodomestici vanno per la maggiore (entrambi con un 18% delle preferenze totali) e sono seguiti a distanza da arredamento e giocattoli. Meno scontati i dati riguardanti le somme desiderate: il 54% del campione vuole infatti richiedere più di 2.000 euro e le richieste maggiori arrivano dagli utenti di sesso maschile. Giovani under 25 ed anziani over 60 si rivelano le categorie più spendaccione, mentre le “età di mezzo” intendono avanzare richieste più moderate.

Notevoli anche le differenze fra sessi: gli uomini si confermano più abituati al credito al consumo e il 40% degli intervistati dichiara di essere interessato ad un finanziamento natalizio; le donne, invece, raggiungono solo il 26%. Nel complesso, gli utenti più anziani si dimostrano i più attratti da questa opportunità: il 44% dei rispondenti compresi tra i 60 e i 65 anni, infatti, vorrebbe ottenere un prestito in questo periodo.

La situazione, infine, è molto diversificata a seconda della regione considerata. Ben metà degli utenti campani si dice intenzionata a richiedere un finanziamento, e Calabria e Sicilia si pongono solo pochi punti percentuali più sotto (rispettivamente 48% e 47%). Al lato opposto abbiamo la Lombardia, con un “misero” 21% di potenziali creditori, seguita da Friuli Venezia Giulia (25%), Piemonte (26%) e Lazio (28%).

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