Unicredit: vanno giù anche i diritti

Unicredit continua la sua discesa in borsa anche oggi. Il titolo viene quotata a Piazza Affari a circa 2,29 euro (che corrispondono a o,229 euro pre accorpamento) con una perdita del 11,29%. L’attenzione di molti trader era focalizzata proprio sulla giornata di oggi visto che cominciava la quotazione dei diritti per poter partecipare all’aumento di capitale sociale, aumento di cui abbiamo . Puntualmente stamattina sia il titolo che i diritti hanno cominciato a far registrare perdite significative che stanno destabilizzando la borsa di milano e che confermano Unicredit come il peggior titolo italiano del 2012 tanto che qualcuno comincia a preoccuparsi delle sorti della banca.

L’istituto di credito, infatti, solo qualche anno fa era quotato a circa 70 euro ad azione contro i 2,29 di oggi. Un calo superiore al 90% che potrebbe mettere a rischio fallimento la banca le cui quotazioni sono simili a quelle di 20 anni fa.

A questo punto il rischio di fallimento è davvero possibile? Come abbiamo avuto modo di scrivere qualche mese fa un possibile fallimento di Unicredit è, se non da escludere, da ritenere altamente improbabile. Questo istituto di credito, infatti, rappresenta uno dei primi 2 gruppi finanziari del nostro paese e difficilmente si permetterà che possa fallire.

Come dicevamo l’attenzione degli operatori del settore era rivolta, principalmente, alla quotazione dei diritti (che sui listini si possono trovare sotto la voce Unicredit Azaz) il cui valore è sceso del 50% in questo avvio di giornata arrivando a quotare 0,68 euro.

Il motivo di questo pesantissimo andamento negativo sembra essere dovuto al fatto che alcuni soci di maggioranza stiano vendendo una parte dei diritti per accumulare risorse da utilizzare per finanziare una parte dell’aumento di capitale (ricordiamo che i grandi azionisti della banca si sono impegnati ad acquistare il 24% delle azioni in opzione).

Le stime degli analisti sono alquanto diverse tra loro e non aiutano a chiarisi le idee su cosa fare con le opzioni in oggetto. Per quello che può contare proviamo a riportare alcuni giudizi tra cui quello di Banca Akros, che ha rivisto il target price a 3,30 euro, e quello di Morgan Stanley che ha fissato il target price a 2,40.

A nostro giudizio nella situazione globale della Banca deve essere preso in considerazione anche il caso della crisi dell’Ungheria, paese in cui Unicredit è presente in maniera altamente significativa.

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