Unicredit rimbalza e chiude al +6%

Finalmente una giornata positiva per il titolo Unicredit visto che ieri ha chiuso con un +6% che fa ben sperare chi ha investito nel titolo della Banca. Solo nelle ultime 4 sedute, infatti, il titolo aveva perso qualcosa come il 60% dal 3 Gennaio ad oggi creando non poco scompiglio in chi aveva investito nel titolo. Tuttavia il rimbalzo di ieri potrebbe essere solo una parentesi visto che con l’aumento di capitale ancora in corso è facilmente prevedibile che questa grande volatilità, caratterizzata da giornate molto positive alternate a giornate estremamente negative, possa durare almeno fino al 20 Gennaio, ossia fino al termine ultimo per usufruire dei diritti di opzione per l’aumento di capitale.

Tuttavia alcuni analisti provano a fare un’analisi di quello che potrebbe essere il futuro scenario del titolo a Piazza Affari nei prossimi mesi del 2012. Previsioni che lasciano il tempo che trovano (i fattori in gioco sono troppi per poter fare delle previsioni davvero attendibili) ma che vale la pena prendere in considerazione nel momento in cui si intende valutare il titolo.

Stando a quanto riportato su ilsole24ore diversi analisti avrebbero alzato il target price a 4 euro o più. In effetti la bassissima capitalizzazione di mercato di Unicredit farebbe pensare ad una non veritiera valutazione del titolo frutto, anche, delle incertezze relative alla ricapitalizzazione stessa che, nella maggior parte dei casi, provoca sempre un ribasso delle quotazioni.

Le ipotesi più probabili nel medio periodo (orizzonte temporale ad un anno) sono 2: la prima è quella che, appunto, vede una crescita delle azioni Unicredit che potrebbero tornare ad attestarsi su valori prossimi ai 4 euro o poco (con una rivalutazione che potrebbe cominciare già a partire dai primi giorni di Febbraio quando il titolo si sarà assestato dall’aumento di capitale) e una più pessimista che prevede un ulteriore diminuzione del valore del titolo che potrebbe, addirittura, scendere sotto i 2 euro.

A determinare la via che il titolo prenderà in borsa sarà la situazione paese nel suo complesso in quanto un eventuale abbassamento dello spread e un principio di ripresa economica potrebbero dare una spinta anche ai titoli bancari e, quindi, ad Unicredit. Inoltre molto importante sarà lo sviluppo della situazione politico economica nei paesi dell’est europeo, e in particolare in Ungheria, dove la banca è presente in maniera capillare come sottolineato giustamente anche da Mark Scott sul New York Times.

Scott, nel suo articolo, sottolinea come ci siano alcune banche europee che siano decisamente in condizioni migliori di Unicredit proprio per via della forte presenza della nostra banca in mercati finanziari che stanno soffrendo moltissimo la crisi economica come, appunto, quelli dell’est europeo.

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