Ticket sanitari addio: arriva la franchigia

Sabato il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha annunciato una vera e propria rivoluzione in ambito sanitario (ma con ovvi risvolti economici): i ticket verranno sostituiti dalle franchigie. Anche se le parole del ministro sono state decisamente eloquenti è lui stesso a sottolineare come l’iniziativa sia ancora a livello propositivo. “Siamo a livello di una proposta, non e’ una decisione assunta. Una proposta che va nel senso, come da tempo annunciato, di rendere il sistema della compartecipazione piu’ equo e trasparente e tendenzialmente omogeneo“, queste le parole di Balduzzi ai microfoni Rai. Ma cosa comporta tutto ciò e, sopratutto, quali vantaggi offre al consumatore il passaggio da un sistema basato sui ticket ad uno, di questo tipo, basato sulle franchige? Per prima cosa cerchiamo di comprendere come funzionerà la proposta del Ministro qualora dovesse diventare legge.

Ad ogni cittadino verrà attribuita una franchigia in funzione del reddito familiare calcolato sul modello ISEE (il calcolo terrà conto anche di eventuali figli a carico, o alre condizioni che possano penalizzare economicamente il contribuente). Sul reddito lordo verrà calcolata una franchigia del 3 per mille superata la quale non si pagheranno le spese mediche e i medicinali (in convenzione, ovviamente).

Il tutto sarà gestito tramite una tessera sanitaria dotata di chip (come fosse un bancomat) che sostituirà entro 12 mesi le attuali tessere. L’iniziativa avrà, ovviamente, delle importanti ripercussioni economiche sui consumatori tanto che i sindacati si sono già detti molto perplessi circa i vantaggi di questa misura annunciata dal Ministro.

L’ipotesi è, ovviamente, che il governo voglia far cassa in funzione proprio di quella operazione di spending review che mira a ridurre le spese a carico dello stato e della pubblica amministrazione.

Ma per i cittadini questo passaggio rappresenterà un miglioramento od un peggioramento?

Attualmente non abbiamo avuto ancora modo di analizzare a fondo l’argomento in quanto non esiste nulla di certo e ben definito ma, qualora le novità venissero introdotte così come il ministro le ha presentate avremmo diversi dubbi al riguardo. Il perchè delle nostre perplessità è presto detto: secondo le prime indiscrezioni scompariranno le esenzioni in base al reddito, l’età (che oggi erano in vigore per i bambini fino a sei anni e gli anziani oltre i 65), cronici e invalidi.

Per il momento resta solo la speranza, la speranza che non si tratti dell’ennesima novità con cui recuperare i soldi necessari a far quadrare i conti dello stato, soldi che andrebbero recuperati da ben altre parti.

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