Decreto Depenalizzazioni, si passa dal carcere alla multa?

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto depenalizzazioni che introduce tutta una serie di cambiamenti per quel che riguarda reati per i quali era previsto il carcere o comunque un profilo penale e per cui, d’ora in avanti, ci sarà la punibilità mediante una sola sanzione pecuniaria. Vediamo quali sono i principali reati in merito ai quali è stato varato questo cambiamento che è stato adottato per fronteggiare l’emergenza sul sovraffollamento delle carceri italiane (che a differenza di quel che possano pensare in molti, sono tutt’altro che un luogo paradisiaco), ma soprattutto per snellire la macchina burocratica della Giustizia Italiana.

Cosa stabilisce il Decreto Depenalizzazioni

In particolar modo il decreto depenalizzazioni, al fine di contenere il fenomeno del sovraffollamento carcerario e ridurre l’ingente numero di processi che anno dopo anno ingolfano il sistema giudiziario italiano, stabilisce che alcuni reati siano considerati illeciti amministrativi e non reati penali. Ad esempio la guida senza patente, la coltivazione di cannabis a scopo terapeutico e l’ingiuria anziché venire puniti con una pena, prevederanno tutt’al più il pagamento di una ingente somma da qualificarsi come sanzione pecuniaria.

Per quel che riguarda l’ingiuria è previsto un procedimento amministrativo che può portare il reo a dover sborsare multe comprese tra gli 8 mila e i 12 mila euro, mentre per quanto riguarda il discorso relativo alla coltivazione della cannabis occorre fare chiarezza rispetto a una sorta di terrorismo mediatico che è andato instaurandosi in questi giorni. Il decreto varato dal Consiglio dei Ministri stabilisce infatti che la depenalizzazione riguarda solo ed esclusivamente i casi di coltivazione di cannabis finalizzata a scopo terapeutico: chi coltiva marijuana per motivi terapeutici sarà perciò punito con una sanzione, mentre per tutti gli altri (ossia coltivazione per scopo puramente ludico o commerciale) continua a rimanere in piedi il reato con tanto di reclusione.

Più in generale i reati depenalizzati sono i seguenti: reati non contenuti nel codice penale puniti con la sola pena pecuniaria (sia essa una multa o un’ammenda); atti osceni; pubblicazioni e spettacoli osceni; rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto; abuso della credulità popolare; rappresentazioni teatrali o cinematografiche ritenute abusive; atti contrari alla pubblica decenza; guida senza patente; noleggio di materiale coperto da licenza copyright; installazione e uso di impianti abusivi per la distribuzione del carburante; omesso versamento di ritenute previdenziali per una somma massima di 10.000€.

Depenalizzazione per guida senza patente: cosa cambia?

Una parte importante del decreto riguarda la guida senza patente che, dal momento in cui viene fatto passare ad illecito amministrativo, di fatto evita un processo penale a carico di chi viene trovato a guidare senza patente. In questo caso però, pur evitando il carcere come ipotesi sanzionatoria, la multa prevista sale dai precedenti 2.257 – 9.032 euro ad un minimo di 5 mila fino ad un massimo di 30 mila euro. La depenalizzazione non riguarda inoltre i reati aggravati e i soggetti colti in recidiva: ciò significa che chi è stato preso più di una volta a compiere lo stesso reato è considerabile come soggetto passibile di reclusione.

Ma non tutti i componenti del Governo si dicono convinti di questa misura. Come Riccardo Nencini, vice ministro dei Trasporti che dichiara: “Nella legge delega di riforma del codice della strada a cui stiamo lavorando, abbiamo previsto un inasprimento delle pene e delle sanzioni per chi commette fatti gravi sulla strada e può essere contraddittorio con la depenalizzazione della guida senza patente, che nello schema di delega che passerà al vaglio del Cdm dovrebbe prevedere soltanto sanzioni amministrative, anche se salatissime. Più grave sarebbe l’ipotesi che a guidare senza patente potrebbe essere la stessa persona cui il documento è stato revocato per avere precedentemente commesso un fatto grave, come anche l’omicidio stradale. E’ dunque utile aprire con urgenza una riflessione sul caso.”

I reati esclusi dalla depenalizzazione

Restano fuori dal provvedimento il reato di immigrazione clandestina che entrerà a far parte di un intervento più specifico sul tema migranti, proprio come annunciato dallo stesso Guardasigilli Andrea Orlando. Anche per reati di natura ambientale o che riguardano territorio e paesaggio, alimenti e bevande, salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza pubblica, scommesse e giochi d’azzardo, armi ed esplosivi, proprietà intellettuale e industriale, e finanziamento ai partiti ci si riserva un intervento prossimo. Per il momento, dunque, relativamente a questi reati viene mantenuta la giurisprudenza attuale.

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