Lavoro: nuovi emendamenti per i co.co.pro

Grazie ad alcuni emendamenti promossi dai relatori al ddl lavoro (Tiziano Treu del Pd e Maurizio Castro del Pdl) depositati ieri in commissione Lavoro del Senato si profilano delle interessanti novità per i cosidetti CO.CO.Pro, ossia i contratti di collaborazione a progetto, e sulle partite iva. Le novità che verrebbero introdotte hanno suscitato il plauso dei sindacati e, in particolare, della Cisl che per voce del suo Segretario Generale Aggiunto, Giorgio Santini, si è detta molto soddisfatta. ”Gli emendamenti alla riforma del lavoro su cocopro e partite Iva sono positivi“. Santini poi aggiunge che “Per i cocopro viene rafforzata la tutela per quanto riguarda la qualita’ del lavoro, il livello del reddito, il trattamento economico di fine rapporto. Inoltre, la definizione di una soglia di reddito al di sotto della quale non sarebbe giustificata l’apertura di una partita Iva permettera’ di mirare meglio le politiche di contrasto degli abusi senza danneggiare il lavoro autonomo genuino“.

Come abbiamo detto le novità più interessanti riguardano i co.co.pro: in sostanza viene introdotto una sorta di salario base così da tutelare i lavoratori che hanno questa tipologia di contratto di lavoro, spesso usata in alternativa ai normali contratti a tempo determinato. La norma, quindi, prevede che il salario del lavoratore a progetto debba essere adeguato alla quantita’ e alla qualita’ del lavoro eseguito pur non potendo essere inferiore all’importo annuale determinato periodicamente con decreto del ministero del Lavoro.
Il calcolo del salario minimo verrà effettuato attraverso una media tra gli emolumenti minimi del lavoro autonomo e quelli relativi al settore privato.

Ma le novità per i contratti di collaborazione a progetto non finiscono qui: viene introdotto anche l’assegno di disoccupazione che, per i disoccupati che hanno lavorato per un periodo di 6-12 mesi, dovrebbe aggirarsi intorno ai 6 mila euro una tantum.

Interessanti anche le novità che riguardano il mondo delle partite iva. In ssostanza le misure sono volte a ridurre il numero delle false partite iva, ossia quelle aziende che, invece di assumere regolarmente i propri dipendenti fanno aprire loro una partita iva. Per contenere questo fenomeno l’emendamento prevede che il limite minimo sia fissato a 18.000 euro di reddito lordo annuo.

Inoltre viene introdotto il principio secondo cui le partite iva vengono considerate collaborazioni coordinate e continuative nel caso in cui la collaborazione con l’azienda abbia una durata superiore ai sei mesi nell’arco di un anno, il corrispettivo della collaborazione costituisca oltre il 75% del reddito totale annuo del lavoratore o che la postazione di lavoro sia presso la sede del committente.

Molto interessante anche il cosidetto job on call che prevede la possibilità di attivare il lavoro a chiamata per i giovani sotto i 25 anni di età e per chi ha più di 55 anni attraverso un semplice sms alla direzione provinciale del lavoro.

A breve dovrebbero essere introdotte delle interessanti novità anche per il caso degli esodati. Nei prossimi giorni vi segnaleremo le novità che verranno introdotte tramite un decreto dal ministero dell’economia.

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