Fondi comuni: i gestori vogliono più libertà

Investire a livello globale, ecco la soluzione proposta dal Wall Street Journal per massimizzare i profitti dei propri investimenti finanziari anche in un contesto di crisi come quello che stiamo attraversando. Lo strumento è quello dei fondi comuni di investimento, soluzione che consente di diversificare il rischio anche a chi non dispone di enormi capitali. Secondo il prestigioso quotidiano ormai viviamo in un contesto sempre più globale dove le aziende nazionali non sempre rappresentano il meglio dell’economia di un paese. Dando carta bianca ai gestori dei fondi comuni di investimento è possibile sfruttare di volta in volta le opportunità che si presentano in un mercato globale dove le aziende sono spinte a svolgere il proprio lavoro all’estero. Il concetto viene spiegato meglio da Dan O’Keefe, amministratore delegato di Artisan Partners: “In molti casi le aziende, siano esse negli Stati Uniti o all’estero, si guadagnano i loro profitti in tutto il mondo e, spesso, non vi è correlazione tra il luogo in cui una società è domiciliata e dove fa il suo denaro“.

L’idea, quindi, è quella di avere una “carta globale” con cui i gestori di portafogli possano cogliere, di volta in volta, le opportunità che si presentano sul mercato sfruttando al meglio i trend del momento. L’esempio è quello dei mercati emergenti, ossia quei mercati che stanno crescendo ai ritmi più alti ma dove, spesso, sono aziende straniere a trarre il maggior beneficio da questa crescita.

In sostanza i gestori vorrebbero avere dei mandati geograficamente flessibili che permettano loro di poter operare a 360 gradi sui mercati finanziari di tutto il mondo sfruttando i trend che si presentano di volta in volta ma sempre nel rispetto della propensione al rischio dei propri clienti.

Secondo Eric Huefner, presidente della Grandeur Peak Global Advisors LLC di Salt Lake City, questa soluzione potrebbe rappresentare un’ottima opportunità per i clienti: “Siamo convinti che si può semplicemente trovare migliori opportunità di investimento perlustrando l’universo globale. Dare ai responsabili IT la flessibilità di farlo permette loro di destinare risorse alle aziende con le migliori prospettive, ovunque si trovino“.

Proviamo a fare un esempio concreto per capire meglio il concetto. In questo momento di crisi l’euro si è fortemente deprezzato rispetto al dollaro passando da 1,50  agli attuali 1,24 (con prospettive fino a 1,18 – 1,20). E’ ovvio che un euro indebolito favorirà, e di molto, quelle aziende europee che vendono al di fuori dei confini dell’eurozona. Quindi anche investire in Europa potrebbe rivelarsi un buon affare.

Ovviamente non mancano anche gli scettici. C’è chi sostiene che alcuni gestori, avendo un mandato che permette loro di poter operare a livello globale, potrebbero essere spinti a rischiare di più per andare alla ricerca del miglior rendimento.

Secondo il nostro punto di vista i fondi comuni di investimento sono degli strumenti finanziari molto delicati e sui quali c’è troppa poca trasparenza. Chi investe i propri risparmi nei fondi comuni spesso non sa che cosa stia comprando se non a livello sommario (esempio 70% azionariato europa 30% obbligazioni europa). La possibilità di dare maggiore libertà ai gestori dei fondi potrebbe essere un’ottima opportunità per i clienti a patto che questi strumenti vengano resi più trasparenti.

Il nostro consiglio è sempre quello di investire in maniera consapevole. Prima di mettere i soldi in qualsiasi strumento finanziario (anche se consigliato dalla propria banca o da un consulente di propria fiducia) è bene capire di cosa si tratta e cercare, per quanto possibile, di studiarne le principali caratteristiche per capire se realmente fa al caso nostro.

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