Grecia: le assunzioni che fanno discutere

Stando alle indiscrezioni pubblicate sui media internazionali la Grecia avrebbe assunto oltre 70 mila dipendenti pubblici contrariando, così, agli accordi presi con la Troika in cambio degli aiuti finanziari. Insomma il paese, già in difficoltà, avrebbe assunto invece di licenziare. Secondo le fonti della rivista To Vima, autrice dell’inchiesta, circa 12 mila persone sono state assunte dagli enti locali mentre era in corso il processo di fusione di alcuni comuni. In particolare il numero dei dipendenti è aumentato nelle amministrazioni locali mentre il governo approvava la legge che stabiliva la riduzione del numero dei funzionari. La notizia, come era ovvio, ha avuto un impatto mediatico incredibile perchè proprio il settore pubblico è quello alla base della crisi del paese visto che almeno il 25% dei lavoratori fa riferimento alla Pubblica amministrazione o in una società interamente posseduta da Stato o enti territoriali.

Si tratta di una media altissima visto che, tanto per fare un esempio, il nostro paese è al di sotto del 15%. Ma il problema non è quanti lavoratori siano nel settore pubblico ma, piuttosto, se questi lavoratori servano veramente al buon funzionamento degli enti. Quello che sembra è che in Grecia nel settore pubblico si assuma più del necessario visto che il paese non può vantare delle aziende a partecipazione pubblica in grado di assorbire un così alto numero di dipendenti.

A questo dobbiamo aggiungere che i numeri riportati dalla rivista To Vima sono in netto contrasto con quanto riportati dal governo del paese tanto che qualcuno comincia a parlare di “vizio greco” visto che dopo aver truccato i conti per entrare nell’euro ora è la volta dei lavoratori.

Di certo non un buon auspicio in vista delle trattative che verranno attivate a breve con il nuovo governo del paese che, quasi sicuramente, chiederà a BCE e FMi di rinegoziare gli accordi legati all’erogazione degli aiuti finanziari.

Il problema è che la Grecia rischia di non essere più credibile anzi, diciamocelo pure, non lo è più da molto tempo. Il paese viene tenuto nell’eurozona solo perchè la classe politica europea ha valutato che una sua uscita sarebbe molto più costosa degli aiuti finanziari concessi fino ad ora.

Continua a leggere:

  • anche la Germania rischia con la crisi: nonostante il paese venga definito da molti “guru della finanza” come l’unico porto sicuro d’Europa anche la Germania rischia. Noi ti spieghiamo il perchè.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi