Draghi: pronto a tutto per l’Europa

La giornata di ieri è stata caratterizzata dal presidente della Banca centrale europea Draghi che ha inviato un forte segnale ai mercati contribuendo in maniera decisiva a interrompere la serie negativa di ribassi che aveva spinto il nostro FTSE Mib a toccare i minimi di sempre. Draghi ha sottolineato che la BCE è disposta ad usare il suo potere di stampare moneta per preservare l’euro e che la moneta unica non è reversibile. Insomma stando alle parole del governatore la BCE farà tutto quello che è in suo potere per evitare la debacle della moneta unica dando per scontato che nessun paese abbandonerà l’unione monetaria. Questo per gli investitori è stato un chiaro segnale e sono ripartite in massa le ricoperture delle posizioni al ribasso aperte nei giorni scorsi.

D’altronde le parole del governatore della Banca Centrale non lasciano spazio a dubbi: “All’interno del nostro mandato, la BCE è pronta a fare tutto il necessario per preservare l’euro e, credetemi, sarà sufficiente“. Quelle di ieri sono state le parole più decise mai pronunciate da Draghi dal momento del suo insediamento alla guida della Bce cosa che dimostra la gravità del momento.

Tuttavia le parole di Draghi sono solo parole (seppur autorevoli) ma la realtà dei fatti è ben più complessa e, a nostro avviso, drammatica. La Spagna è letteralmente allo sbando con l’imminente richiesta di aiuto delle regioni a rischio default e l’Italia sta attraversando un momento difficile che sembra si debba acutizzare nei prossimi mesi tanto che già si parla di un possibile congelamento delle tredicesime per dipendenti pubblici e pensionati.

Inoltre non bisogna dimenticare il problema Grecia che è sempre li dietro l’angolo. Secondo il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso “per mantenere alta la fiducia dei partner europei e internazionali, i ritardi devono finire. La Grecia fa parte della zona euro e abbiamo intenzione di fare tutto il possibile affinchè vi rimanga“.

Un altro punto di cui si discute molto in queste ore è l’acquisto di obbligazioni governative da parte della BCE. La Banca Centrale da maggio del 2010 ha acquistato circa 220 miliardi di euro di titoli di Stato del Sud Europa e Irlanda, attività che è stata interrota negli ultimi 4 mesi.

Questo riflette l’approccio prudente della banca centrale dopo la crisi del debito greco. A differenza della Federal Reserve e della Bank of England, che hanno acquistato grandi quantità di titoli di Stato dei rispettivi paesi, la BCE ha sottolineato che il suo programma è stato limitato anche e sopratutto per evitare che i governi si appoggiassero troppo alla Banca centrale omettendo di mettere in atto quelle misure necessarie e ristabilire un rigore di bilancio.

Ora la rotta potrebbe nuovamente invertirsi e Draghi potrebbe decidere di tornare ad acquistare titoli di stato dei paesi in difficoltà per far tornare gli spread su valori più contenuti. Quello che è certo è che agosto sarà un mese caldo dal punto di vista della finanza.

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