Spagna a un passo dalla richiesta di aiuti finanziari

Chi pensava che il peggio fosse passato si sbagliava di grosso. Il pericolo più grande arriva (come avevamo detto già diversi mesi fa) dalla Spagna la cui situazione finanziaria continua a peggiorare di giorno in giorno. Il tutto si è trasformato in un effetto valanga sui mercati azionari di Madrid e di Milano che hanno perso rispettivamente il 3,9% e il 3,29%. La Spagna sembra sia costretta ad introdurre nuove misure di austerità cosa che ha scatenato la rabbia della popolazione come testimoniano le immagini relative agli scontri di piazza dei giorni scorsi con decine di feriti. Insomma la situazione sta degenerando e gli stimoli finanziari introdotti fino ad ora non hanno fatto altro che drogare i mercati senza andare a risolvere nessuno dei problemi che attanagliano l’economia europea e, ormai, quella mondiale.

Ma perchè il caso spagnolo è così pericoloso? Per prima cosa la Spagna è la quarta economia dell’eurozona e, come tutti ben sappiamo, maggiori sono le dimensioni di un’economia maggiori sarebbero i danni in caso di default. Inoltre la Spagna sta attraversando una delle peggiori crisi del mondo del lavoro della sua storia. La disoccupazione viaggia stabile oltre il 20% e quella giovanile ha superato il 50%.

Ora il problema più grande è dato dai rendimenti sui titoli di stato spagnoli che sono tornati sopra il 6% rinnovando la pressione sul governo di Madrid. Il presidente Rajoy, in un’intervista al Wall Street Journal,  ha sottolineato che Madrid avrà sicuramente bisogno di chiedere nuovi aiuti se i tassi di interesse sui titoli di stato rimangono “troppo alti per troppo tempo”.

Secondo Alessandro Giansanti, asset strategist di ING, “fino a quando il governo si astiene dal chiedere nuovi aiuti finanziari, vedremo gli spread spagnoli che si allargano. Sarà il mercato a spingere la Spagna a chiedere un piano di salvataggio”.

Il pensiero di Giansanti è, in parte, condivisibile così come quello del Presidente Rajoy: se la Spagna continua a dover offrire rendimenti così alti sui titoli di stato dovrà, necessariamente, pagare un costo troppo alto per rifinanziare il proprio debito. Tale costo significa nuove tasse o nuove misure di austerity che il popolo spagnolo non è (giustamente) pronto ad affrontare.

Insomma il cammino della Spagna verso un piano di aiuti finanziari sembra sia già scritto… è solo questione di tempo. E, stando alle ultime notizie che arrivano dalle casse delle regioni spagnoli, non credo ci vorrà troppo prima che il paese sia costretto a presentare una richiesta formale di aiuti finanziari.

Le ripercussioni per il nostro paese saranno molto dure e non è detto che non si sia costretti anche noi ad accedere ai fondi europei. Anche nel nostro paese le regioni possono “vantare” (si fa per dire) debiti mostruosi frutto, come testimoniano anche i fatti degli ultimi mesi legati a Lazio, Lombardia e Sicilia, anche di sprechi e ruberie che continuano vergognosamente anche in questi difficili momenti di crisi economica.

Inoltre l’economia nazionale è, letteralmente, paralizzata con un calo dei consumi talmente importante che ci ha fatto tornare indietro di oltre 20 anni. Questo, insieme ad un tasso di disoccupazione in continua crescita specialmente tra i giovani è più che sufficiente per porci come il prossimo paese a rischio.

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