Monti si candida: guarda caso, ora le tasse si possono abbassare

La notizia, arrivata diversi giorni prima delle festività natalizie, della candidatura di Monti alle prossime elezioni politiche del nostro paese non è delle più piacevoli. Proprio Monti, infatti, aveva più volte annunciato che il suo ruolo di tecnico non si sarebbe trasformato in quello di un politico e mai e poi mai avrebbe scelto di candidarsi. Invece, come tutti gli altri, anche il professore ci ha fatto capire che ciò che si dice in questo paese non ha alcun valore e anche chi ricopre le cariche più importanti e prestigiose può permettersi di fare e disfare a proprio piacimento senza che nessuno dica niente. E tanto per rimanere su questa linea dopo che per oltre un anno il caro professore ha pensato di farci uscire dalla crisi aumentando la pressione fiscale ora che si candida in politica, guarda caso, parla di un potenziale abbassamento dell’Irpef e di una revisione dell’Imu.

monti governo tecnico

Insomma, fino a ieri quelle tasse dolorose che servivano a garantire di non finire nel baratro ora, in piena campagna elettorale, potrebbero anche essere ridotte. Ci spiace per Monti ma l’annuncio appare alquanto “promozionale” per la sua candidatura e non fa altro che avvicinare la figura del professore agli altri politici del nostro paese che per anni ci hanno riempito di promesse puntualmente rimaste incompiute in caso di vittoria alle elezioni.

Ma veniamo ai fatti. Monti, durante un’intervista a Sky TG24 dichiara che sarebbe possibile rendere meno pesante l’imposta sulla prima casa e, in maniera particolare, per tutte le famiglie che abbiano figli a carico. Secondo Monti è l’intera struttura fiscale che dovrebbe essere rivista riducendo la pressione fiscale magari cominciando proprio dall’Irpef (che il professore dice di poter abbassare di un punto percentuale) e proseguendo con il congelamento dell’IVA.

Secondo Monti, però, ad ogni taglio delle tasse deve corrispondere una minore spesa pubblica con la speranza, aggiungo io, che si pensi a come risparmiare senza per questo continuare a tagliare in settori già allo stremo come la sanità o la scuola.

Tuttavia quello che viene spontaneo domandarsi è perchè un uomo che per un periodo di tempo relativamente lungo ha ricoperto il duplice incarico di presidente del consiglio e ministro dell’economia non abbia mai neanche lontanamente accennato a questa possibilità e lo faccia solo ora che ha reso noto di volersi candidare?

La risposta la conosciamo e non a caso la fiducia degli italiani nella classe politica continua a diminuire drasticamente. L’ultimo studio, pubblicato su Ilsole24ore rivela che anche sindaci e governatori locali perdono consensi sempre per colpa delle promesse da campagna elettorale che poi non vengono rispettate.

Ma in un contesto economico delicatissimo come quello che il nostro paese sta attraversando è ancora possibile continuare su questa strada? Con una disoccupazione oltre l’11% e i consumi ai livelli di 30 anni fa è ancora possibile credere alle favole di una classe politica sempre più inadeguata?

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