Lavorare senza orari: rivoluzione nel mondo del lavoro targata Branson

richard bransonIl patron di Virgin, Richard Branson, auspica di poter rivoluzionare ulteriormente il mercato del lavoro. Questa volta, tuttavia, non attraverso il lancio di una nuova attività all’interno dell’incredibile galassia del gruppo (che oscilla dalle attività spaziali alle palestre), bensì mediante una revisione degli orari di lavoro. O, meglio, dell’abbattimento di qualsiasi orario di lavoro.

Scrive il magnate nel suo blog: “La nostra nuova politica permetterà a tutti i salariati di andare in ferie quando vogliono e per quanto vogliono”. Un sogno? No, perché – prosegue Branson – non ci sarà effettivamente bisogno “di chiedere l’approvazione a nessuno, e né i dipendenti, né l’azienda, dovranno tenere conto dei giorni che trascorrono in vacanza lontani dall’ufficio”. Se tutto questo vi sembra troppo bello per essere vero, si tenga conto dell’unica condizione richiesta dal numero 1 di Virgin: “Sta ai dipendenti decidere quando hanno voglia di prendersi qualche ora, un giorno, una settimana o un mese di ferie, con la sola consapevolezza che lo faranno quando si sentono al 100 per cento fiduciosi che la loro assenza non danneggerà il lavoro, e naturalmente nemmeno la loro carriera”.

[… e intanto da noi si parla di contratto a tutele crescenti -> ecco cosa è!]

Insomma, il profilo di Branson cerca di rivoluzionare l’approccio lavorativo con un incremento di responsabilizzazione in capo ai singoli dipendenti, con focalizzazione più sui risultati che sulle ore dei giorni di lavoro.

Se l’intuizione di Branson è di interesse, rimane da capire quali saranno le valutazioni effettuabili sui dipendenti, e su chi deciderà se i risultati saranno raggiunti o meno. Insomma, l’intuizione di Branson sembra essere positiva e meritevole di attenzione, ma rimarrà da comprendere in che modo possa essere concretamente applicata. Ne deriva altresì che la proposta di Branson risulterà inapplicata per molti comparti produttivi (ad esempio, le catene di montaggio), e possa tuttavia essere di proficua fruizione per i manager, i consulenti e gli altri ruoli che possono propendere maggiormente nei confronti di una gestione più flessibile ed elastica della propria relazione professionale.

Ad ogni modo, considerata l’eccentricità e il livello di innovazione del protagonista di tale intuizione, non ci rimane che attendere eventuali novità positive in merito. Il nuovo sistema di lavoro approvato dall’imprenditore britannico sta trovando valutazioni contrastanti nel mondo sindacale e tra i suoi dipendenti. C’è chi è contento e non vede l’ora di organizzare il proprio tempo libero, e chi invece teme che sia semplicemente un modo per mettere alla prova i dipendenti, e licenziare coloro che abuseranno della facoltà. Voi che ne pensate?

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