Il Natale è alle porte: attenti ai regali “tarocchi” fatti in rete

I regali di Natale sono un vero e proprio must del mese di Dicembre, se non altro perchè nessuno riuscirebbe ormai a fare a meno di impacchettare qualche dono né sarebbe in grado di rimanere impassibile dinanzi a qualcuno che il regalo glielo fa. D’altronde il Natale ha ormai catturato il cuore di tutti noi, e lo ha fatto indipendentemente dalla religiosità o meno di ognuno (ormai parliamo di un evento che più che religioso ha semmai preso i tratti di un fenomeno culturale).

Ma oggi giorno come è possibile conciliare la voglia di vivere il Natale anche sotto il punto di vista dei regali con la crisi economica imperante? Semplice: ricorrendo ad Internet! Perchè è risaputo che ricorrere all’e-commerce voglia dire aprire la porta del risparmio senza rinunciare in alcun modo alla qualità del prodotto che si intende regalare: grazie al web possiamo scegliere i regali da fare in qualunque momento della giornata e abbiamo anche una incredibile opportunità di risparmio sotto gli occhi.

Maggiori e insidiosi i prodotti “tarocchi” venduti via web

Eppure per quanto meraviglioso sia e per quanto potenziale abbia ancora dinanzi a sé, il commercio online non è però esente da qualche “problemino” (esattamente come non lo è il commercio tradizionale). Secondo una ricerca commissionata da MarkMonitor e condotta da Opinium, risulta infatti che le truffe scorrono anche sulla linea ADSL in maniera forse più accentuata rispetto a quanto avremmo immaginato.

Allo studio in questione hanno preso parte 3450 consumatori sparsi in Gran Bretagna, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Stati Uniti, Germania, Spagna, Svezia e Italia, e sulla base degli acquisti da loro effettuati (soprattutto considerando che nel periodo natalizio le compere online salgono fino al 40% del totale), risulta che il 70% degli utenti non abbia alcuna intenzione di acquistare merce contraffatta e la metà di loro è persino convinta del fatto che farlo sia “moralmente sbagliato”. Un quarto degli intervistati ha però ammesso di non riuscire a rendersi conto se il sito dal quale stanno acquistando sia trasparente e serio oppure no, mentre il 24% del campione ha ammesso di aver acquistato prodotti successivamente rivelatisi delle vere e proprie “taroccate”.

E se fino ad ora abbiamo parlato di percentuali di persone in qualche modo innocue, dall’indagine di Opinium risulta che il 20% degli intervistati abbia volutamente acquistato merce contraffatta con particolare riferimento al settore accessori e scarpe (53%), abbigliamento e valigie (42%) ed elettronica (41%).

Mark Frost, CEO di MarkMonitor, ha affermato che questa ricerca è stata effettuata proprio per far capire ai consumatori quanto vasto e insidioso possa essere il fenomeno delle truffe online, soprattutto considerando che “siamo vicini al Natale e per questo è importante che gli utenti stiano in guardia quando vanno a caccia di affari in rete”. Il rischio di ritrovarsi a interagire con siti web che vendono prodotti fasulli in maniera più o meno velata è ormai sempre più frequente, soprattutto grazie a un buon “livello di sofisticazione che i falsari usano sui loro siti”.

Fare acquisti online: come tutelarsi dalla merce contraffatta?

E’ pure vero però che esiste la possibilità di bloccare la merce contraffatta presso un qualunque ufficio doganale UE per 3 giorni lavorativi, informando di questo sospetto il titolare del marchio: si tratta della cosiddetta tutela “ex officio” che però non riesce né riuscirà a rendersi efficace per i siti di fake. Il settore e-commerce è infatti esente da questa normativa, pertanto la questione delle taroccate comprate via web rimane ancora aperta. Ma un altro problema che sarebbe da risolvere per proteggere i consumatori dal contraffazione è anche risolvere il cavillo della giurisdizione, poiché la gran parte dei siti web a rischio hanno i loro server opportunamente registrati all’estero.

Qualcosa però si sta comunque muovendo. In Italia, grazie alle varie associazioni di tutela dei consumatori e anche per merito dell’Antitrust, molti portali Internet sono stati oscurati in tempi relativamente brevi e sono andati aumentando anche i sequestri di merce contraffatta inviata via posta. E se da “fuori” qualcosa si muove, come ci si deve comportare “da dentro”? Come, ognuno di noi, può difendersi dal proliferare della merce contraffatta?

Per difendersi ogni consumatore non deve far altro che ricorrere al semplice buon senso, ossia evitare di acquistare da siti web sconosciuti che magari vendono merce a prezzo ultraribassato, e soprattutto evitare di far uso di siti web che impongono particolari limitazioni circa i metodi di pagamento e le modalità di spedizione. E se l’acquisto dovesse essere stato effettuato, non dimentichiamo che potremmo pur sempre esercitare il diritto di recesso previsto per i primi 14 giorni dalla data di ricevimento della merce!

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