Banche, quali sono le più sicure in Italia?

In questi ultimi mesi si è fatto un gran parlare di banche e di quanto e come queste possano considerarsi sicure in termini di gestione del risparmio. Proprio a questo proposito l’Università Bocconi di Milano ha messo a punto uno strumento che permette ai correntisti di capire quanto possa considerarsi sicura la loro banca di riferimento, ma soprattutto, per capire quanto possano ritenersi al riparo i propri risparmi!

Cercare di capire se i risparmi sono tutelati per davvero è una della principali preoccupazioni che i correntisti italiani sentono sul groppone, e lo è soprattutto a margine delle notizie che dipingono l’Italia come un Paese ancora vittima di una pesante crisi finanziaria e le sue banche come sempre più inclini al fallimento (famoso è a tal proposito lo scandalo obbligazioni e il fallimento di diversi gruppi come Banca Marche e Banca Etruria).

Insomma, le cronache recenti che parlano di banche inizialmente dichiarate sicure e poi finite sotto inchiesta hanno gettato un po’ di panico presso l’opinione pubblica italiana, e in questo senso il decreto salva-banche adottato dal Governo ha sicuramente rasserenato gli animi ma dall’altra parte ha contribuito a generare un po’ di ansia poiché lascia pensare che altri possibili dissesti finanziari non siano considerati tanto improbabili. La sfiducia nei confronti del sistema bancario è pertanto ai massimi livelli, ed è proprio per provare a dare una risposta esaustiva in tal senso che l’Università Bocconi ha voluto fornire una classifica delle banche italiane considerabili più sicure.

Banche più sicure secondo l’Università Bocconi: quali sono?

L’indagine condotta dall’Università Bocconi si è basata principalmente su sette indici considerati fondamentali per stilare il punteggio di ciascuna banca: tre punti sono stati attribuiti per la patrimonializzazione, uno per la redditività sul totale attivo, uno relativo all’andamento in Borsa nel corso del 2015 e altri due punti per l’ISC (indicatore sintetico del costo annuo che dà un’idea di prezzo di riferimento del conto corrente).

Ebbene, sulla base di tutto ciò la classifica redatta dalla Bocconi vede al primo posto come banca più sicura d’Italia il gruppo Intesa Sanpaolo (114 punti), al secondo posto Ubi Banca (111 punti), al terzo Banco Popolare (101 punti) e a seguire Credem (101 punti), Bpm (95 punti), Mps (85 punti), Bper con 85 punti, Credito Valellinese con 80 punti, Banca Carige con 71 punti e Unicredit con 81 punti.

Come mettersi al riparo dalle tempeste del sistema bancario

Ha fatto molto discutere la polemica relativa agli obbligazionisti delle banche che dopo aver dato fiducia ai loro istituti di credito si sono ritrovati senza soldi (salvo poi venire salvati dal decreto salva-banche). Ma come si fa a capire se gli investimenti proposti dalle banche siano sicuri e al riparo da rischi? In primo luogo andrebbero controllati i ratio patrimoniali, ossia i valori che fanno chiarezza sulla solidità patrimoniale della propria banca: i ratio patrimoniali (Cet1 ratio e Total capital ratio) sono rinvenibili nelle relazioni trimestrali e semestrali redatte da ciascun istituto. Quanto più il ratio è elevato, tanto più la banca può considerarsi solida (e i risparmi al sicuro).

Dopodiché è importante cercare di afferrare il livello di sofferenze e la capacità della banca di farvi fronte: a questo proposito una situazione ideale è quella nell’ambito della quale gli accantonamenti sono alti, perchè accantonamenti bassi espongono a un maggior rischio economico-patrimoniale. E poi ci sono le aggregazioni che, quando avvengono, danno sicuramente più fiducia a correntisti e azionisti poiché vengono solitamente portate a termine proprio per garantire una maggiore solidità a livello di gruppo bancario.

Infine, per far conciliare il desiderio di investire con la necessità di mettersi al riparo da eventuali tempeste bancarie, il risparmiatore medio farebbe bene a puntare su titoli di stato e buoni postali i quali sono gli unici strumenti capaci di garantire un rendimento e, naturalmente, la restituzione del capitale investito. Se i titoli sono sicuri però, è anche più naturale e risaputo che siano anche meno profittevoli: ma spesso si arriva al punto in cui è meglio incassare meno profitti che accettare la possibilità di perdere il capitale investito!

Add Comment

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi