L’Italia sosterrà economicamente l’iniziativa cinese “Belt and Road”

Belt and Road

Da più parti trapelano notizie che l’Italia appoggerà l’iniziativa Belt and Road della Cina. Se così fosse, il nostro paese diventerebbe l’unica grande economia che per adesso sostiene il massiccio progetto di infrastrutture globali voluto del Presidente cinese Xi Jinping.

Naturalmente, nulla viene fatta senza ottenere un qualche rendiconto personale. In questo caso, appoggiando economicamente l’iniziativa, l’Italia spera che la Cina investa maggiormente nella nostra deficitaria economia. Un memorandum d’intesa potrebbe essere firmato nelle prossime settimane. La firma di un tale accordo metterebbe l’Italia in prima fila fra i paesi appartenenti al G7, considerando che allo stato attuale Stati Uniti, Giappone e Regno Unito hanno mostrato disinteresse verso tale progetto.

Michele Geraci, funzionario del Ministero dello sviluppo economico italiano, ha dichiarato: “Speriamo che l’accordo possa essere fatto prima della visita di Xi Jinping questo mese in Italia. Vogliamo essere sicuri che i prodotti “Made in Italy “possano essere maggiormente esportati in Cina, il quale rappresenta il mercato a più rapida crescita in tutto il mondo”.

Dopo la visita in Italia, il Presidente cinese si sposterà in Francia e, infine, negli Stati Uniti dove incontrerà Donald Trump. Tutti attendono con ansia questo momento, visto da molti determinante nel porre fine all’attuale guerra commerciale.

Tornando all’iniziativa Belt and Road, è un vasto progetto commerciale ed infrastrutturale che dovrebbe collegare la Cina all’Europa, all’Africa e all’Asia attraverso nuovi porti, ferrovie e strade.

Se l’India è riluttante a partecipare, non lo sono Pakistan e Malesia, insieme ad altri paesi. Ma le critiche a questo progetto non sono mancati. Il governo degli Stati Uniti lo ha definito “pericoloso e inutile”. Pericoloso perché rischia di indebitare enormemente paesi in via di sviluppo, inutile perché produrrebbe pochi benefici economici. Addirittura, da alcuni parti, si è avanzata l’ipotesi che il progetto non è altro che un modo creato dalla Cina per estendere oltreoceano la sua portata militare e politica.

La partecipazione italiana è per la Cina una buona notizia, considerando che attualmente alcuni paesi che hanno aderito, come la Malesia, hanno cambiato idea sull’effettiva utilità dell’iniziativa Belt and Road. Contemporaneamente, è iniziato un acceso dibattito sul ruolo di uno dei colossi tecnologici della Cina, la Huawei. Siccome l’azienda dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale nel lancio delle nuove reti 5G, Regno Unito e Germania stanno valutando l’ipotesi di bloccare quegli operatori di telefonia mobile che utilizzano tecnologie Huawei.

Mesi fa, prima di decidere sulla partecipazione al progetto, l’Italia formò una task force per valutare le opportunità economiche in Cina, inclusa la possibilità di sostenere l’iniziativa. Li Ruiyi, ambasciatore cinese in Italia, partecipò al primo incontro e parlò positivamente di quelle relazioni bilaterali.

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