Risparmiare sull’auto? Secondo l’Aci si può!

L’auto è diventata, un po in tutte le famiglie, una delle voci di spesa più importanti. Con il costo del carburante ormai stabile da mesi abbondantemente sopra l’euro e settanta al litro, i continui rincari delle polizze rc e del bollo e l’alto costo di manutenzione dei moderni veicoli fa si che sono sempre di più le persone che rinunciano a prendere l’auto per riuscire a risparmiare spostandosi con i mezzi. Tuttavia secondo l’Aci (l’Automobile Club d’Italia) sarebbe possibile risparmiare in maniera significativa se solo il nuovo gorverno che uscirà dalle prossime elezioni fosse disposto a valutare alcuni punti del programma messo a punto dall’Aci stessa.

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Secondo l’Automobile club sarebbe possibile abbassare la spesa media per il mantenimento del proprio veicolo di un 20% circa. E calcolando che la spesa media per il mantenimento di un’auto si aggira intorno ai 3500 euro l’anno il conto è presto fatto. Il tutto assume una rilevanza ancora maggiore calcolando che ci troviamo in un contesto economico difficilissimo dove il numero di famiglie che non riesce a far quadrare i conti aumenta di mese in mese.

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Tensioni tra Giappone e Cina minano la stabilità economica

Le crescenti tensioni tra Giappone e Cina potrebbero rappresentare il nuovo, pericolosissimo, rischio per l’economia mondiale. I 2 colossi asiatici, infatti, stanno rendendo sempre più ostici i propri rapporti (per i motivi che andremo a vedere più sotto) con un il rischio di una guerra che, oltre ad avere risvolti drammatici dal punto di vista sociale, ne avrebbe altrettanti da quello economico andando a distruggere quei pochi debolissimi segnali di ripresa che si stavano cominciando a profilare all’orizzonte. Ma veniamo ai fatti: il Giappone ha accusato la marina Cinese di bloccare i radar delle forze navali giapponesi per ben due volte nelle ultime tre settimane.

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Secondo quanto affermato dal ministro della Difesa giapponese, Itsunori Onodera, in una conferenza stampa tenutasi a Tokyo proprio ieri, Gli incidenti radar “sono stati casi che avrebbero potuto portare a una situazione estremamente pericolosa con una sola mossa sbagliata“.

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Berlusconi non può rimborsare l’Imu

Berlusconi, si sa, è solito fare colpi di scena negli ultimi giorni delle campagne elettorali ma quella che ha lanciato stavolta appare più come una provocazione. Da’ltronde chi è più disposto a credere a queste promesse che, poi, vengono puntualmente smentite? Se poi la promessa in questione è quella di rimborsare l’Imu che gli italiani hanno pagato nel 2012… lascia davvero senza parole. Insomma, non solo togliere questa odiata tassa ma perfino rimborsare quella pagata lo scorso anno. Ovviamente si tratta solo di una finta promessa anche perchè questa operazione non ha, al momento, nessuna copertura finanziaria certa. Per meglio dire: Dove pensa di trovare i soldi (parliamo di circa 4 miliardi di euro) visto che le casse dello stato sono assolutamente malandate?

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Italiani sempre più poveri, lo stipendio non basta più

La crisi sta mettendo a durissima prova gli italiani. Questo è quanto emerge dal Rapporto Italia 2013 dell’Eurispes che ha messo in evidenza il momento di fortissimo disagio che le famiglie italiane stanno attraversando. Oltre il 60% di queste non riesce più a far fronte alle spese solo con il proprio stipendio e si vede costretta ad intaccare i propri risparmi. Circa il 70% degli italiani vivono in disagio economico e per l’80% della popolazione la situazione è peggiorata nell’arco degli ultimi 12 mesi. Insomma quello che emerge è un quadro economico e sociale devastante di un paese che sembra aver smarrito la via. Un paese dove oltre il 30% della popolazione si è indebitata, dove cresce vertiginosamente il rischio usura e dove crescono a dismisura i compro oro.

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Quello che è più triste è che gli italiani sembrano essere totalmente indifesi di fronte alla crisi economica che continua imperterrita ad erodere i risparmi e a impoverire sempre di più le famiglie.

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monte dei paschi di siena

Quanto rischiano i correntisti del Monte dei Paschi?

I recenti scandali che hanno investito il Monte dei Paschi di Siena ha posto un pesante interrogativo tra tutti i correntisti della banca: Il Monte dei Paschi può fallire? Che fine faranno i soldi depositati sui conti correnti bancari? Visto che il mio obiettivo è quello di offrire una visione per nulla banale della situazione è bene partire dall’inizio ricapitolando, brevemente, quello che è successo negli ultimi giorni. MPS ha fatto sapere che chiuderà l’esercizio 2012 con una pesantissima perdita che dovrebbe essere superiore ai 2 miliardi di euro (di quanto superiore non ci è dato sapere…). Questa perdita va ad aggiungersi a quella del 2011 di oltre 4 miliardi di euro. Insomma la situazione della Banca è quanto meno disastrosa.

monte dei paschi di siena

Queste perdite (2012 e 2011) sono dovute ad operazioni su derivati (quindi ad altissimo rischio) che sono state sbagliate e che stanno dando il colpo di grazia ai bilanci della società già sotto forte pressione in seguito all’acquisizione di Antonveneta. Intanto per tamponare la situazione Mps è stato costretto a far ricorso all’aiuto pubblico sotto forma di 3,9 miliardi di Monti-bond. Soldi pubblici che, con ogni probabilità, non verranno mai restituiti.

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Facebook prova a rilanciarsi in borsa con il Graph Search

Facebook lancia, finalmente, la nuova funzione che lo avvicina sempre di più ad un vero e proprio motore di ricerca. Grazie al Graph Search il famoso social network sarà in grado di rispondere a delle query di ricerca complesse e, sopratutto, integrate alle informazioni personali degli oltre 1 miliardo di iscritti. Grazie a questa nuova funzione sarà possibile cercare su Facebook cose del tipo  “i ristoranti di Parigi visitati dai miei amici” andando ben al di la di quello che è oggi in grado di fare il numero 1 mondiale del search, ossia Google che, al momento, ancora non dispone di un database utente (con il social network Google+) così ampio.

Ma cosa significa tutto ciò tradotto in soldi? Ovviamente l’introduzione di questa funzione permetterà a Facebook di fidelizzare ancora di più l’utente che, con il tempo, potrebbe avere sempre meno bisogno di uscire dal social network e di utilizzare un motore di ricerca “classico” per effettuare le proprie ricerche.

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