G8: alternare rigore e crescita

Nonostante ci fosse tantissima attesa per i possibili risvolti politico-economici il G8 si è concluso, ancora una volta, con un nulla di fatto. In sostanza quello che viene trasmesso è un comunicato che non aggiunge niente di nuovo a quello che si è detto fino ad oggi, ossia che l’Europa ha bisogno di crescita e sviluppo per uscire dalla crisi e che la Grecia non deve uscire dall’euro. Insomma a quanto pare i grandi della terra si sono riuniti ma hanno centrato l’ennesima occasione sprecata? In sostanza si ma nella pratica forse qualcosa si comincia a smuovere anche se ormai la lentezza con cui i grandi della terra sembrano voler affrontare la crisi appare snervante. Una lentezza che appare ancora più inquietante se messa a confronto con la velocità e il dinamismo dei mercati finanziari capaci di affondare un paese in poche settimane. Eppure, come dicevamo, qualcosa sembra stia cambiando.

Più che altro si è notato una sorta di cambiamento di umore visto che viene messa da parte la tanto sbandierata rigidità fiscale a favore della crescita che viene descritta come una priorità. Inoltre c’è da aggiungere che gli Stati Uniti e il Giappone hanno assicurato il massimo sostegno al vecchio continente per far si che questa crisi possa essere definitivamente lasciata alle spalle.

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L’italia deve uscire dalla crisi

Il nostro paese, come la maggior parte degli stati membri della zona euro, stanno lottando per evitare di finire schiacciati dal peso di una crisi economica senza precedenti. Le misure di austerità adottate per volontà della germania stanno portando l’europa verso il tracollo finanziario. Insomma ormai a ribadire questo concetto si stanno adoperando tutti i principali addetti ai lavori e i massimi esperti di economia del mondo. Se si continua a tagliare la spesa pubblica, aumentare le tasse e non dare stimoli alla crescita si condanna a morti l’euro e l’economia dell’intero vecchio continente. e è una dimostrazione il grafico qui sotto che dimostra un aspetto decisamente eloquente su quanto le scelte di politica economica possano influire sulla crescita di un paese. Il Giappone che sta spendendo molto per ricostruire i danni dello tsunami sta crescendo a ritmi molto intensi mentre l’Italia, che al contrario ha drasticamente ridotto la spesa pubblica e gli investimenti, continua a decrescere a ritmi vertiginosi.

La crescita economica del Giappone, secondo la previsione media di 40 economisti interpellati da Reuters, potrebbe essere pari al 2,2 per cento nel secondo e nel terzo trimestre 2012, e dell’1,7 per cento negli ultimi tre mesi dell’anno.  Le previsioni per l’Italia le conosciamo bene e hanno tutte il segno meno.

Certo qualcuno potrà anche portare avanti il concetto che se voglio far quadrare i conti devo per forza risparmiare aumentando le entrate e diminuendo le spese ma siamo sicuri che sia davvero così? Siamo davvero sicuri che il nostro paese debba necessariamente adottare questa politica economica per evitare il default? Fino ad ora i fatti ci danno ragione visto che l’economia italiana continua a peggiorare.

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Prezzi delle case in Cina ancora in calo

In un contesto economico come quello attuale trovare delle buone notizie è merce rara. Fino a qualche tempo fa, però, era sufficiente andare a cercare i dati cinesi per trovare qualcosa di buono. Ma ecco che anche quello che è stato ribattezzato il motore del mondo, ossia la Cina, comincia a dare i primi segni di un brusco rallentamento. E’ di poche ore fa, infatti la diffusione del dato relativo ai prezzi delle case che hanno fatto registrare -1,20% su base mensile che va ad aggiungersi al -0,70% del mese precedente. Un calo importante che da quasi 12 mesi a questa parte ha fatto scendere i prezzi delle case in maniera significativa. Questo dato, snobbato da molti media, è estremamente importante in quanto il settore immobiliare rappresenta il 10% del pil del paese.

Insomma dopo i dati che testimoniano un rallentamento della crescita ora bisogna valutare anche l’impatto che avrà il settore immobiliare sulla stabilità della politica economica del paese del sol levante.  Negli ultimi dodici mesi i prezzi medi delle nuove abitazioni sono calati in 46 città su 70, ossia anche nei centri più importanti dove, generalmente, i prezzi sono  più stabili.

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Rischio liquidità per le banche Europee?

Mentre la grecia si avvia, sempre più probabilmente, ad una prossima uscita dall’euro comincia la corsa dei cittadini presso gli sportelli bancari per prelevare i contanti in vista di un possibile ritorno alla dracma o, comunque, ad una nuova valuta nazionale. Anche se non si sta ancora assistendo ad un vero e proprio “assalto” la mole di soldi ritirati in un solo giorno non è affatto indifferente (specialmente in rapporto a quanto movimentato giornalmente nel paese): 700 milioni di euro. Ma cosa sta succedendo esattamente in Grecia e in particolare al settore creditizio del paese? Prova a spiegarlo il premio nobel Krugman che, sul suo blog, ha dedicato un interessante articolo all’argomento. Secondo l’economista i greci stanno ritirando i depositi in euro dalle banche abbastanza rapidamente, ma non abbastanza velocemente da poter essere intesa come una vera e propria corsa agli sportelli.

Ma come fanno le banche (da tempo sull’orlo del baratro) ad affrontare questa continua richiesta di denaro? Molto semplicemente gli istituti di credito di Atene stanno prendendo in prestito i soldi necessari dalla banca centrale greca, che a sua volta li deve prendere a prestito dalla Banca centrale europea.

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Contributo SSN: a rischio la detrazione

Una importante novità potrebbe arrivare a breve per gli automobilisti italiani e, in particolare, per chi era solito detrarre il contributo del SSN nel modello 730. Oggi i contributi del SSN (servizio sanitario nazionale) possono essere portati a detrazione recuperando il 19%. La riforma del lavoro attualmente al vaglio del Senato, qualora venisse approvata così com’è, senza modifiche, eliminerebbe questo vantaggio a partire dal prossimo anno. Insomma come al solito una cattiva notizia per i contribuenti italiani costretti a convivere con un fisco sempre più esigente. A questo proposito il sito facile.it ha fatto il punto della situazione calcolando i possibili disagi per gli automobilisti che, con questa agevolazione, potevano recuperare una piccolissima parte del costo dell’assicurazione auto.

Qualora dovesse passare senza modifiche la riforma Fornero, infatti, potrà essere dedotta dalla dichiarazione dei redditi solo la parte dei contributi del servizio sanitario nazionale eccedente i 40 euro. Questo vuol dire che, per contro, chi più paga a più possibilità di portarsi in detrazione il contributo.

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Produzione industriale: è calo in tutta l’eurozona

Basandoci sui dati diffusi dall’Eurosta relativi alla produzione industriale nei paesi dell’eurozona abbiamo potuto fare il punto della situazione sullo stato di salute dell’economia all’interno del cuore della crisi. Il quadro che ne esce è estremamente negativo in quanto mediamente si è registrato un calo dello 0,3%. Tuttavia la situazione appare drammatica se si esaminano nel dettaglio le principali potenze economiche della zona e, in particolare, Francia, Germania, Italia e Spagna. Mentre le prime 2 sembrano tenere il passo (a dire il vero la Francia con molta fatica) Italia e Spagna stanno facendo registrare dei risultati estremamente negativi e ampiamente al di sotto della media dell’eurozona. Nel mese di Marzo 2012 la produzione industriale in Italia è diminuita del 5,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno contro il -1,2% della Francia e il +1,4% della Germania.

Non va molto meglio alla Spagna che fa registrare un calo del 7,5%, non molto lontana dai livelli della Grecia che a Marzo ha subito una contrazione dello 8,5%. Fa meglio della Spagna e dell’Italia perfino il Portogallo (si proprio il portogallo in fortissima crisi…) che si ferma ad un -5,7% e l’Irlanda a -3,2%.

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