Non ci sono notti tranquille per Matteo Renzi e l’Italia. Se da una parte la Bce sembra essere fin troppo accomodante nei confronti delle zone periferiche del vecchio Continente, dall’altra l’istituto banchiere di Mario Draghi sembra essere altrettanto severo quando si tratta di esprimere giudizi nei confronti dei principali indiziati in un simile ambito di crisi.
“Restano rischi sulle possibilità del governo italiano di centrare l’obiettivo di un deficit di bilancio pari al 2,6% del Pil nel 2014, soprattutto dopo che il quadro economico è risultato peggiore del previsto” – ha in particolar modo affermato la Banca centrale europea all’interno del proprio consueto bollettino, all’interno del quale ha dedicato specifica attenzione proprio all’Italia, Paese che – prosegue il report – dovrà “rafforzare ulteriormente la posizione di politica fiscale così da adempiere alle norme del Patto di Stabilità e di Crescita, in particolare per quanto riguarda la riduzione del rapporto debito pubblico/Pil”.
I clienti Telecom Italia stanno per dare l’addio al tanto temuto e odiato scatto alla risposta, la commissione che l’operatore telefonico percepisce nel momento in cui – dall’altra parte della linea – il nostro interlocutore risponde alla chiamata. Tutto bene dunque? Non proprio, perchè l’operatore telefonico, se da un lato compie un passo interessante in avanti sul fronte della convenienza tariffaria, dall’altra parte cerca di compensare i minori introiti derivanti dalla sparizione dello scatto alla risposta incrementando il canone di un euro al mese.

Da qualche giorno è entrato in vigore il nuovo regolamento relativo all’emissione di fatture nei confronti della Pubblica amministrazione. O, meglio, è entrato in vigore il divieto, per gli enti della Pubblica amministrazione, di pagare i fornitori che presentino il conto delle proprie opere e dei propri servizi con fatture cartacee: i documenti su carta sono infatti stati messi al bando, al fine di preferirgli in maniera definitiva quelli digitali.