Bce sgrida l’Italia, ecco cosa ha detto

bce-conti-utileNon ci sono notti tranquille per Matteo Renzi e l’Italia. Se da una parte la Bce sembra essere fin troppo accomodante nei confronti delle zone periferiche del vecchio Continente, dall’altra l’istituto banchiere di Mario Draghi sembra essere altrettanto severo quando si tratta di esprimere giudizi nei confronti dei principali indiziati in un simile ambito di crisi.

“Restano rischi sulle possibilità del governo italiano di centrare l’obiettivo di un deficit di bilancio pari al 2,6% del Pil nel 2014, soprattutto dopo che il quadro economico è risultato peggiore del previsto” – ha in particolar modo affermato la Banca centrale europea all’interno del proprio consueto bollettino, all’interno del quale ha dedicato specifica attenzione proprio all’Italia, Paese che – prosegue il report – dovrà “rafforzare ulteriormente la posizione di politica fiscale così da adempiere alle norme del Patto di Stabilità e di Crescita, in particolare per quanto riguarda la riduzione del rapporto debito pubblico/Pil”.

Dalle righe che emergono sopra, un diktat sembra piuttosto chiaro: l’Italia dovrà fare di tutto (e di più) per mantenere il rapporto tra il deficit e il Pil al di sotto del 3% e – contemporaneamente – abbattere in maniera strutturale l’indebitamento. Il pareggio di bilancio dovrà inoltre essere individuato nel 2015 e non – come invece era stato auspicato da alcuni all’interno dei confini tricolori – nel 2016, giovando di un anno di grazia.

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Per quanto concerne inoltre la ricetta, la Bce non ha molti dubbi. “E’ necessario intervenire con determinazione sul versante delle riforme strutturali nei mercati dei beni e servizi e del lavoro, nonché agire per migliorare il contesto in cui operano le imprese” – precisa ancora l’istituto di Mario Draghi, che poi pone la sua attenzione all’andamento dell’Eurozona nel suo complesso. Il bollettino della Bce recita infatti: “nel terzo trimestre la crescita dell’Eurozona, secondo gli indicatori disponibili fino ad agosto, perderà slancio e l’espansione proseguirà ad un ritmo modesto”.

Infine, conclude Bce nel suo report mensile, sulle speranze di ripresa continuerà a pesare l’elevato tasso di disoccupazione, che scenderà molto (troppo) lentamente. “Gli ultimi dati mensili suggeriscono che il tasso dovrebbe continuare a diminuire, dato che in giugno ha registrato un ulteriore calo di 0,1 punti percentuali sul mese precedente, seguito da un andamento stabile in luglio, raggiungendo l’11,5%” – ha quindi chiuso definitivamente l’istituto monetario. Una visione ancora severa ma, probabilmente, ma così veritiera.

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