Fatture verso la PA, ecco cosa cambia

fattureDa qualche giorno è entrato in vigore il nuovo regolamento relativo all’emissione di fatture nei confronti della Pubblica amministrazione. O, meglio, è entrato in vigore il divieto, per gli enti della Pubblica amministrazione, di pagare i fornitori che presentino il conto delle proprie opere e dei propri servizi con fatture cartacee: i documenti su carta sono infatti stati messi al bando, al fine di preferirgli in maniera definitiva quelli digitali.

Sono infatti scaduti da 24 ore i termini relativi ai tre mesi di transizione che il governo aveva ipotizzato quando – il 6 giugno scorso – entrò in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica amministrazione. Una prima fase che ha coinvolto i ministeri, le agenzie fiscali e gli enti di previdenza, per un totale di 38 amministrazioni e, di contro, 18 mila uffici dislocati su tutto il territorio nazionale. Entro il 31 marzo 2015 la previsione verrà quindi estesa a tutti i restanti enti nazionali, contribuendo a generare la giusta spinta propulsiva nei confronti di una completa digitalizzazione delle fattura nei confronti della PA. Lo stop dei termini è stato confermato dall’Agenzia delle Entrate, che in una sua nota confermava come gli enti della Pubblica amministrazione “non potranno procedere al pagamento, neppure parziale, fino all’invio del documento in forma elettronica“.

Per quanto concerne i termini dei tre mesi di transizione, ricordiamo come tale arco temporale era stato previsto al fine di “assorbire” il fisiologico ritardo che riguarda lo stacco della fattura dal suo recapito all’amministrazione (per la consegna a mezzo posta). Di qui la possibilità – conferita alle amministrazioni – di continuare a lavorare quelle fatture, fino ad arrivare al pagamento.

Tornando alla natura del provvedimento, secondo le stime formulate dal Politecnico di Milano, la novità dovrebbe coinvolgere tra 7,5 e 10 milioni di fatture ogni anno, con un risparmio considerevole di tempo e di denaro. Non solo: la fatturazione elettronica sembra aver incentivato la volontà di emettere documenti più precisi e più tempestivi. Ne è conferma il fatto che nel mese di giugno sarebbero state scartate per vizi di forma circa il 40% delle fatture, mentre nel mese di luglio ci si è fermati solamente al 26,5%.

Insomma, la novità sembra poter apportare vantaggi particolarmente importanti. A patto – evidentemente – di superare le difficoltà tecniche iniziali, e di abituarsi a essere un pò più scrupolosi nella compilazione e nell’invio del documento utile per poter ottenere quanto dovuto per le proprie prestazioni.

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