Guerra in Ucraina: quali ripercussioni per l’economia?

La terribile situazione in Ucraina che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso avrà delle ripercussioni anche sull’economia. Tali ripercussioni saranno più o meno gravi a seconda degli sviluppi che questo conflitto avrà nelle prossime settimane. Oltre alle ripercussioni sociali che ogni guerra porta con se, infatti, questo conflitto avrà delle forti ripercussioni in ambito economico e, specialmente, energetico. La Russia, infatti, è il principale esportatore di gas e la paura più grande è che le forniture possano subire dei forti rincari (in chiave ottimistica) o addirittura subire delle interruzioni che metterebbero in seria difficoltà l’intera europa.

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Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire esattamente come stanno le cose. Per prima cosa dobbiamo sottolineare le tensioni tra Russia e Stati Uniti: da un lato gli americani minacciano sanzioni contro Putin e soci tra cui l’esclusione del paese dal G8, dall’altro i russi, per voce del consigliere economico Serghiei Glaziev, ha minacciato di mettere in campo azioni mirate per annullare la dipendenza finanziaria dagli Usa e di uscire da queste eventuali sanzioni con grandi vantaggi per la Russia.

Successivamente il Cremlino ha cercato di minimizzare le minacce messe in campo da Glaziev sottolineando che la Russia è disposta a negoziare soluzioni alla crisi in Ucraina, ma la situazione tra le 2 super potenze resta molto tesa.

Dal punto di vista economico una data fondamentale sarà quella del 1 Aprile quando i prezzi fissati da Gazprom per le forniture energetiche all’Ucraina potranno essere rinegoziate e sono in molti ad aspettarsi dei fortissimi rincari proprio per “fare la voce grossa” e penalizzare il paese.

Un ruolo fondamentale sarà quello che giocherà l’Unione Europea visti i molti interessi economici che ci legano alla Russia di Putin. L’Ue è il primo partner commerciale della Russia e, a sua volta, la Russia è il terzo partner commerciale dell’UE. Basti pensare che solo per quanto riguarda l’Italia, secondo una stima de ilsole24ore.com, un blocco dei rapporti commerciali con il Cremlino farebbe saltare un flusso di circa 26 miliardi di euro.

Se a questo aggiungiamo che l’Ucraina ha bisogno di circa 35 miliardi per coprire i debiti in scadenza nei prossimi 2 anni il quadro appare piuttosto chiaro. Il conflitto in essere può riaccendere il devastante fuoco di una crisi economica ancora in essere. Con la differenza che oggi tutti, chi più chi meno, si troverebbero a dover affrontare questa nuova sfida in condizioni decisamente peggiori di quelle del 2008.

Non a caso perfino i paesi emergenti, quelli a cui tutti guardavano con grande interesse per l’alto ritmo di crescita, e il colosso Cina hanno rallentato e non di poco la propria corsa creando confusione e tensione sui mercati finanziari. E questo potrebbe essere solo l’inizio.

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