Mercato immobiliare e turismo: il modello integrato di Castelfalfi

Gli investimenti stranieri in Italia sono soprattutto legati agli immobili di valore ed al turismo, e spesso, anzi quasi sempre in abbinamento, nel senso che negli ultimi anni, il trend vede decisamente una crescita degli stranieri che investono in immobili storici o di lusso in zone turistiche sia per uso personale in vacanza sia per aprirlo ai flussi turistici.

borgo_castelfalfi

Del resto noi Italiani non siamo stati bravi nel valorizzare le bellezze e le ricchezze del nostro territorio, lasciando molto all’incuria e all’abbandono, destinando grandi risorse a modelli turistici di massa, poco sostenibili e nei quali tra l’altro, abbiamo perso competitività per via dei prezzi. Questo, insieme al crollo del mercato immobiliare italiano ha creato le condizioni affinché tanti stranieri comprino in Italia, sia che si tratti di privati sia che si tratti di società. La cosa positiva è che mentre una volta l’investitore straniero era solo il capitalista della multinazionale che veniva a deturpare e saccheggiare, incrementando la “desertificazione industriale” derivante dall’abbandono nel momento in cui altre località avessero garantito introiti e possibilità superiori.

Leggi tutto

Fiat sale al 100% di Chrysler

Fiat ha chiuso l’accordo per acquistare la quota di Chrysler (pari al 41,46%) in mano al sindacato americano Uaw. La notizia, diffusa da tutti i principali organi di stampa internazionali, ha già fatto il giro del mondo se non altro per le condizioni strappate da Fiat in sede di trattativa che, di fatto, consentono alla casa automobilistica italiana di acquisire il 100% della Chrysler senza dover ricorrere ad un aumento di capitale. Fiat infatti sborserà “solamente” 1,750 miliardi di dollari mentre il resto sarà pagato attingendo alle casse della casa automobilistica americana.

fiat-Marchionne

Ma tutte le informazioni dettagliate in merito all’argomento possono essere lette su qualsiasi sito di news. Quello su cui vorrei riflettere, invece, è su un altro aspetto. Sicuramente questa operazione finanziaria è moto importante per la Fiat perchè, di fatto, garantisce una finestra su un mercato importante come quello americano.

Leggi tutto

Buste paga: ecco quanto ti trattengono di tasse

Non si fa altro che parlare di crisi e di quanto le aziende siano in sofferenza arrivando, spesso, a dover affrontare la scelta più drastica, ossia la chiusura. Uno dei problemi maggiori è l’alto costo dei lavoratori che, in un momento in cui si vende poco o niente, diventa una spesa difficile se non insostenibile. Tuttavia (e qui sta la beffa) a questo alto costo dei lavoratori con busta paga non corrisponde un alto reddito di questi ultimi. In sostanza oltre un terzo della retribuzione finisce in oneri e tasse e, quindi, pur venendo pagati dall’azienda non vanno a finire nelle mani del lavoratore.

buste paga povere

Secondo i dati diffusi dall’Eurostat, infatti, il costo medio di un’ora di lavoro in Italia è di 28 euro circa ma la retribuzione oraria reale, diciamo il netto che il lavoratore percepisce, è di sole 19 euro. Un dato che ci conferma, ancora una volta, come uno dei peggiori paesi europei.

Leggi tutto

Come guadagno risparmiando con il Conto Deposito

Sempre più italiani scelgono il conto deposito come strumento di risparmio ma con la nuova Legge di Stabilità, anche gli investimenti sotto la soglia dei 5.000 € pagheranno un importo minimo che andrà ad intaccare il rendimento netto dei risparmiatori. Se in passato erano molte le banche che si prendevano carico dell’imposta di bollo, oggi la maggior parte degli istituti di credito ha cambiato politica e sono pochi i casi in cui non si paga l’imposta.

conto deposito risparmio

Uno di questi è IBL Banca che con il conto deposito ContosuIBL offre interessi elevati e zero spese pagando l’imposta di bollo al posto del cliente.

Leggi tutto

Aumenta disoccupazione e mobilità: +31% rispetto al 2012

Eccoci di nuovo alla fine dell’anno pronti a tirare le somme di questo 2013, l’anno che stando alle parole di molti esponenti del mondo finanziario e politico, sarebbe dovuto essere quello della tanto attesa ripresa economica. Ma, per l’ennesima volta, si è trattato solo ed esclusivamente di parole gettate al vento. L’Italia va a rotoli e il resto dell’Europa non è che se la passi tanto meglio. Anche la Germania ha dato più di un segnale preoccupante con un’economia che non cresce più come prima. Non se la passa meglio la Francia e tantomeno la Spagna dove la disoccupazione dilagante è una vera e propria piaga sociale. Della Grecia ormai i media non parlano più ma li più che parlare di disoccupazione dovremmo parlare di povertà visto che per parte della popolazione mancano anche i beni di prima necessità.

crisi-mutui

Ma, nel nostro piccolo, vediamo di preoccuparci della nostra situazione rimanendo nei confini italiani. Ed ecco che l’osservatorio dell’Inps ci snocciola li 2 dati a dir poco “raccapriccianti”: da Gennaio ad Ottobre del 2013 le domande di disoccupazione e di mobilità sono cresciute del 31%.

Leggi tutto

Alitalia: Report fa il punto della situazione

Torniamo a parlare di quella storia infinita che rappresenta Alitalia e della miriade di soldi pubblici che sono stati impiegati in questo “pozzo senza fine”. A fare il punto della situazione ci pensa il programma di approfondimento “Report”, e, a dire il vero, siamo davvero alla frutta. Cercando di sintetizzare al massimo il discorso il nostro vettore non vale assolutamente nulla e, ad oggi, si trova in una situazione più o meno simile a quella di 5 anni fa. Insomma ci sono i soldi solo per andare avanti qualche mese ma nulla di più.

alitalia

Quella che viene annunciata come una soluzione, ossia l’aumento di capitale da parte dei soci, non è che un pagliativo, quasi come se si volesse curare un tumore con un’aspirina. Serve un progetto industriale competitivo, servono partnerschip importanti, serve puntare su mercati davvero redditizi (se non altro anche per diversificare il proprio business).

Leggi tutto

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi