Pensionati sempre più poveri

La crisi che sta colpendo il nostro paese non lascia scampo nemmeno ai pensionati, sempre più spesso costretti a inventarsi di tutto e di più pur di arrivare alla fine del mese, come è ben testimoniato da un servizio mandato in onda dalle Iene un paio di settimane fa di cui parleremo più avanti. Secondo una recente indagine realizzata da Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati, negli ultimi 15 anni le pensioni hanno perso il 33% del loro potere di acquisto. Un dato allarmante che testimonia come l’andamento del reddito da pensione e quello del costo della vita abbiano preso 2 strade completamente diverse. Perchè se da un lato le pensioni hanno perso valore per un 5% circa, dall’altro lato tasse e tariffe in genere nell’anno in corso andranno a pesare per un 20% in più rispetto al 2012.

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Parliamo di dati davvero molto preoccupanti sopratutto visto l’alto numeri di pensionati presenti nel nostro paese. Il tutto, oltre ad avere un impatto sociale fortissimo, si va a ripercuotere anche sui consumi che, negli ultimi mesi, hanno fatto registrare un vero e proprio tracollo.

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Risparmiare sull’auto? Secondo l’Aci si può!

L’auto è diventata, un po in tutte le famiglie, una delle voci di spesa più importanti. Con il costo del carburante ormai stabile da mesi abbondantemente sopra l’euro e settanta al litro, i continui rincari delle polizze rc e del bollo e l’alto costo di manutenzione dei moderni veicoli fa si che sono sempre di più le persone che rinunciano a prendere l’auto per riuscire a risparmiare spostandosi con i mezzi. Tuttavia secondo l’Aci (l’Automobile Club d’Italia) sarebbe possibile risparmiare in maniera significativa se solo il nuovo gorverno che uscirà dalle prossime elezioni fosse disposto a valutare alcuni punti del programma messo a punto dall’Aci stessa.

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Secondo l’Automobile club sarebbe possibile abbassare la spesa media per il mantenimento del proprio veicolo di un 20% circa. E calcolando che la spesa media per il mantenimento di un’auto si aggira intorno ai 3500 euro l’anno il conto è presto fatto. Il tutto assume una rilevanza ancora maggiore calcolando che ci troviamo in un contesto economico difficilissimo dove il numero di famiglie che non riesce a far quadrare i conti aumenta di mese in mese.

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L’Italia in balia della disoccupazione

Uno dei problemi maggiori per la nostra economia è l’alto tasso di disoccupazione che stiamo registrando in questi ultimi mesi. Le aziende continuano a chiudere ad un ritmo incessante mentre quelle che rimangono aperte, salvo rare eccezioni, sono costrette a licenziare o a mettere in cassa integrazione pur di superare questo momento di crisi. Per comprendere meglio la gravità della situazione ho provato ad analizzare con un minimo di spirito critico i dati diffusi dall’Istat dal 2000 ad oggi. Il mio obiettivo non è quello di fare catastrofismi o facili allarmismi ma, al contrario, prendere atto di una realtà che, numeri alla mano, appare davvero inconfutabile.

disoccupazione italia

Per rendersi conto della situazione basti pensare che nel 2007 la disoccupazione toccò il minimo storico degli ultimi 13 anni fermandosi al 6,1% mentre per il 2012 l’Istat conferma una disoccupazione di poco superiore all’11%. Ma come è stato possibile tutto ciò?

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Investire in una casa? Secondo Shiller no

In queste ultimi giorni stanno facendo molto discutere le parole di Robert Shiller, economista di Yale che, intervenuto in una trasmissione di Bloomberg Television ha detto la sua sugli investimenti nel settore immobiliare. Alla fatidica domanda della conduttrice Trish Reagan “conviene investire in una casa?” la sua risposta è stata un secco “no!“. Secondo Shiller, infatti, il mercato immobiliare ha subito e subirà ancora delle forti svalutazioni. L’economista sostiene che quello dell’investimento immobiliare è stata solo una moda che non ha più motivo di essere in quanto le quotazioni delle case non avrebbero ancora toccato il fondo. Pur riconoscendo a Shiller tutti i meriti del caso (fu lui uno dei pochi che annuncio per tempo lo scoppio della bolla immobiliare) non mi trovo pienamente d’accordo con le sue affermazioni.

Robert Shiller

Ma prima di dire come la penso io è bene finire di analizzare il pensiero dell’economista. Secondo Shiller oggi le famiglie che hanno dei risparmi farebbero bene ad investirli diversamente, magari nei mercati, e andare a vivere in affitto piuttosto che comprarsi una casa. Queste affermazioni fanno discutere e, sopratutto, dividono tra chi è un sostenitore dell’investire nel mattone e chi, invece, crede sia solo uno spreco di tempo e denaro.

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La Fao di Roma cerca personale qualificato

A chi non piacerebbe lavorare alla Fao? Sicuramente si tratta di uno dei posti di lavoro più ambiti del mondo per via degli stipendi, sicuramente sopra la media, e per il prestigio che può dare (sia a livello di curriculum che di formazione) un’esperienza di questo genere. Bene allora, perchè l’organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni unite sta cercando del personale per la propria sede di Roma situata nella splendida cornice del Circo Massimo. In particolare la Fao sta cercando delle figure lavorative in ambito economico e statistico tra cui un senior policy offer, partnership officer e fisheries system developer. Ma vediamo tutto nel dettaglio così da capire come e quando effettuare la propria candidatura e sperare di rientrare nei fortunati che potranno guadagnare per 1 o 2 anni almeno uno stipendio variabile tra i 46 mila e i 97 mila dollari netti.

fao sede di roma

Stipendi assolutamente interessanti specialmente in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando dove, con una disoccupazione oltre il 12%, appare evidente che le aziende, loro malgrado, preferiscono licenziare il personale invece che assumere nuove figure lavorative.

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MPS era in crisi di liquidità già nel 2011

Torniamo ancora a parlare del Monte dei Paschi di Siena (lo avevavmo già fatto qui) e della triste vicenda che rischia di affondare la banca più antica del mondo. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, infatti, l’istituto di credito senese era già talmente indebitato nel 2011 da essere costretto, in gran segreto, a ricorrere ad un prestito della Banca d’Italia, di 2 miliardi di euro. Insomma MPS già 2 anni fa non era più in grado di garantire quella liquidità che si chiedeva al terzo gruppo bancario del paese. Una vicenda che assume sempre più toni oscuri gettando ombre sull’intero sistema bancario del paese.

Se da un lato i vertici della banca si difendono sostenendo che quel prestito non era stato reso noto per non “preoccupare i mercati” è altrettanto vero che, come ha sottolineato Fabrizio Bernardi analista di Fidentiis, “conoscere questa operazione avrebbe potuto dare un quadro più preciso circa la posizione di liquidità del gruppo“.

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