Analizzando alcuni indici è possibile trovare molte analogie tra i valori del 2008, ossia post crack Lehman, e quelli di oggi con la sola differenza che la crisi che stiamo attraversando è ben più forte di quella del 2008-2009 sia perchè qui rischiano di fallire gli stati oltre che le banche, sia perchè ci colpirebbe direttamente. Analizzando i grafici qui sotto queste analogie appaiono davvero molto evidenti. In particolare è interessante notare come il Credit-crunch index abbia raggiunto livelli più alti rispetto al picco della crisi del 2008. Molto allarmanti anche i dati sulla disoccupazione che dopo essere aumentati vistosamente in seguito alla crisi del 2008 sono riesplosi raggiungendo nuovi picchi in prossimità dell’11%. E proprio la disoccupazione, insieme al rischio delle banche, rappresenta la prima preoccupazione per la tenuta degli stati. Quella che nasce, ormai 5 anni fa, come una crisi finanziaria si è trasformata di fatto in una crisi economica a tutti gli effetti. La disoccupazione sta continuando a salire a ritmi preoccupanti, le aziende chiudono e le famiglie stanno finendo di bruciare i risparmi accumulati nell’arco di una vita.

Insomma rischia di saltare tutto il banco (che in questo caso è l’euro) anche perchè chi dovrebbe fare qualcosa continua a rimandare decisioni ormai inevitabili se si vuol “provare” a salvare il salvabile. Qualcosa sembra si stia muovendo così ecco che dopo la giornata pesantissima di ieri con l’euro che sprofonda sotto l’1,24 nel cambio con il dollaro arriva notizia di un vertice di emergenza (in teleconferenza) tra Monti, Obama, Merkel e Hollande per evitare il peggio.


