UE: approvato il patto di bilancio

Quella di ieri è stat una giornata ricca di novità e di dati che ci interessano molto da vicino. Parliamo, ovviamente, del vertice europeo che ha portato alla firma del nuovo patto di bilancio e dei dati relativi al rapporto deficit pil del nostro paese nel corso del 2011. Ma cerchiamo di andare con ordine per analizzare uno ad uno questi dati e cercare di capire quali saranno gli effetti sui mercati finanziari e sull’economia reale nelle prossime settimane. Per prima cosa vediamo come si è concluso il vertice europeo che, in un modo o in un altro, ha segnato un punto a favore di una eventuale ripresa dell’economia del vecchio continente. Se da un lato è vero che la crisi greca è ancora molto lontana dall’essere risolta, è altrettanto vero che con il fiscal compact varato ieri l’Europa risulta essere più unita tanto che già si comincia a parlare di misure per stimolare la crescita.

Il prossimo step, per quanto riguarda il patto di bilancio, è quello della ratifica a livello nazionale del provvedimento deciso a livello europeo. Spetterà ai parlamenti delle singole nazione rendere effettivo il fiscal compact in tempi brevi per garantire la massima stabilità finanziaria dell’eurozona.

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Monti: ecco il nuovo fisco

Dopo aver reso pubblici i redditi dei ministri e dei dirigenti della pubblica amministrazione il governo ha delineato quelle che saranno le linee guida dell’operato del fisco nel prossimo biennio. L’obbiettivo di Monti è quello di lasciare più spazio alla tassazione indiretta e a quella relativa ai redditi finanziari a vantaggio della tassazione indiretta che dovrebbe essere allegerita. Il premier continua il suo percorso di ristrutturazione dell’Italia lavorando su una nuova idea di fisco che vada a colpire i redditi derivati da attività finanziarie e che sposti parte della tassazione dai prelievi diretti a quelli legati ai consumi. Un altro punto interessante è quello relatio alla lotta ai paradisi fiscali. Monti assicura che sull’argomento lavorerà una task force con l’obiettivo di individuare delle “misure specifiche, sulla base della normativa comunitaria e degli strumenti di diritto internazionale, atte a contrastare detti fenomeni“.

Insomma quella del premier è una lotta all’evasione a 360 gradi, indispensabile per riequilibrare la pressione fiscale che colpisce gli italiani. Come più volte ha sottolineato negli ultimi giorni, il premier vuole cominciare a finanziare un graduale abbassamento delle tasse utilizzando parte dei proventi dalla lotta all’evasione fiscale, all’insegna del “se tutti paghiamo, paghiamo meno“. Un forte cambiamento rispetto al passato quando interessi personali si intrecciavano con quelli del paese creando situazioni imbarazzanti.

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Mutui: diminuisce l’importo medio richiesto

Ecco il nuovo report mensile diffuso da mutui.it sull’andamento delle richieste di mutuo relative agli ultimi 3 mesi. Il dato più significativo è quello relativo alla richiesta media del capitale finanziato per l’acquisto della prima casa che si attesta ora intorno ai 146 mila euro, in calo del 9% rispetto ai livelli di 12 mesi fa. A novembre 2010, ossia prima della forte crisi del debito che ha investito l’Europa, la media dei finanziamenti relativi all’acquisto della prima casa era di 160 mila euro. Un altro dato davvero molto significativo è quello relativo all’età media dei richiedenti che conferma il trand rialzista portandosi a 37 anni mentre alla fine del 2010 era di 36. Un dato significativo che testimonia il momento di grandissima difficoltà dei giovani italiani che, vuoi per la mancanza di lavoro, vuoi per la precarietà dello stesso, non riescono ad accedere al credito se non in tarda età.

Negli ultimi 12 mesi si è assistito ad un rimpicciolimento dei mutui erogati dalle banche ma, anche, ad un fenomeno che costringe i giovani a rimandare il progetto di acquisto della prima casa. Secondo Lorenzo Bacca, il responsabile business di mutui.it, il motivo è che “chiedere mutui per pagare il 100% del valore dell’immobile vuol dire esser certi di ottenere un rifiuto da parte delle banche. Naturale, quindi, che anche l’età media salga e che il sogno dell’indipendenza si faccia più lontano per i giovani“.

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Prestiti: le famiglie si affidano ai parenti

Come abbiamo avuto modo di sottolineare in più occasioni ottenere un prestito oggi è diventato molto più difficile e costoso di quanto non fosse 12 mesi fa. Le banche, ancora per effetto della crisi, stentano a riaprire del tutto i rubinetti e, sopratutto, ad abbassare lo spread applicato ai principali finanziamenti. Per questo, secondo una recente indagine, emerge che gli italiani si affidano sempre più spesso alla famiglia in caso di necessità. Aumentano, quindi, i prestiti tra parenti e familiari con cui si riesce a sopperire all’impossibilità di accedere al credito di milioni di italiani. Prestiti che sempre più spesso vengono chiesti non per acquistare un bene o un servizio (pensiamo all’acquisto di un’auto o alla ristrutturazione della casa) ma per affrontare le normali spese quotidiane diventate oramai insostenibili.


Questo, secondo il direttore generale di Crif, Enrico Lodi, sta innescando un circolo vizioso in cui “mentre le banche cercano di contenere le sofferenze, le famiglie rinviano le spese non indispensabili e sono frenate negli acquisti”. Questa situazione estremamente delicata dovrebbe andare avanti ancora per gran parte del 2012 e si potrà risolvere in maniera definitiva solo se l’Europa riuscirà ad allentare la tensione sul debito sovrano dei singoli stati e, di conseguenza, la pressione sulle banche che in questo caso torneranno ad erogare il credito con una certa fluidità.

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Nuove regole per le farmacie

Dopo l’approvazione della commissione industria del Senato al decreto sulle liberalizzazioni si delineano le nuove regole che entreranno in vigore per il settore delle farmacie. L’effetto del decreto dovrebbe essere quello di garantire l’apertura di 5 mila nuove farmacie sul territorio nazionale stimolando la concorrenza e contribuendo ad un sostanziale ribasso dei prezzi specialmente dei prodotti di libera vendita. Molto interessante il dato relativo al tetto degli abitanti previsti per l’apertura delle nuove farmacie che passa dagli attuali 5 mila della normativa in vigore ai 3300 del decreto che entrerà in vigore a breve. Un’altra novità interessante riguarda le parafarmacie che potranno vendere anche nei piccoli comuni le medicine che verranno tolte dalla lista della fascia C, ossia quella completamente a carico del paziente.

Le prime reazioni, come era ovvio immaginare, non sono state particolarmente positive visto che le lobby del settore hanno fatto sentire in più occasione la propria voce tentando di ridimensionare in maniera significativa il provvedimento. Il rischio, secondo le associazioni dei farmacisti, è quello di mettere a dura prova il settore già in crisi per via della particolare congiuntura economica.

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Assicurazioni auto: si valuta la tariffa unica

In questi ultimi giorni è stato presentato un interessante emendamento per mano del senatore Pontone che prevede il pagamento di una tariffa unica per gli automobilisti più virtuosi. Questo emendamento potrebbe rivelare una piacevolissima sorpresa per molti automobilisti, in quanto andrebbe a cancellare le discriminazioni tra nord e sud, dove generalmente le tariffe rc auto sono decisamente più care. Con la tariffa unica per gli autmobilisti che fanno meno incidenti sarebbe possibile ottenere una polizza agevolata a livello nazionale evitando tutte quelle ridicole differenze tra città e città, spesso anche della medesima regione.  Se l’emendamento diventerà legge, quindi, le compagnie assicurative saranno costrette, a parità di condizioni, ad applicare la stessa tariffa su tutto il territorio nazionale.

In questo caso non sarà più possibile che un automobilista di 50 anni di Napoli che abbia una polizza auto con una classe di bonus malus pari a 1 paghi di più rispetto ad un automobilista della stessa età e con la stessa classe di merito di una qualsiasi città del nord Italia. Si tratta, quindi, di una piccola ma significativa rivoluzione che potrebbe rappresentare l’ennesimo tassello che mira a scardinare l’operato delle compagnie di assicurazione, più volte accusate di applicare tariffe non oggettive sul territorio nazionale.

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